Monitor per la fotografia: 7 miti da sfatare

Se stai pensando di cambiare monitor per una di queste ragioni NON farlo.

Publication date: 19 March 2020 - Update date: 10 February 2021
Written by Marianna Santoni
What will you learn from this article:

    Le ragioni che portano all’acquisto di un buon monitor potrebbero sembrare scontate a molte persone, ma spesso non lo sono.

    Negli ultimi giorni, dopo l'uscita della mia ultima intervista per EIZO®, ho ricevuto tanti messaggi con mille domande sui monitor.

    Quali sono i monitor più adatti per la fotografia?

    Quando ha senso cambiare monitor?

    Quale monitor utilizzo io stessa per fare postproduzione fotografica con Photoshop, Lightroom o altri software?


    A questa ultima domanda preferisco rispondere al volo così da poter poi trattare in modo più approfondito tutti gli altri aspetti.

    Per il mio lavoro di fotografa e postproduttrice utilizzo monitor EIZO® di fascia alta e in particolare utilizzo questo modello.

    Se anche tu stai pensando di cambiare monitor leggi prima tutte le ragioni per le quali NON dovresti farlo.

    Molti pensano che “buon monitor” sia sinonimo di “schermo più grande”.
    Altri pensano invece che un buon monitor sia fondamentale per poter eseguire al meglio correzioni sul colore.
    Niente di tutto questo.

    Questo articolo è dedicato a fare chiarezza su questo argomento.

    Se alla fine della lettura avessi altri dubbi accedi o registrati al sito e scrivimi pure la tua domanda. Troverai il pulsante in fondo all'articolo. Ti risponderò il prima possibile :-). 

    7 MITI DA SFATARE SUI MONITOR
    PER LA FOTOGRAFIA, L'EDITING E IL FOTORITOCCO

    1° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    “La qualità di un monitor si capisce dalle dimensioni”
    FALSO.

    Anzi, monitor più grandi, a parità di prezzo con monitor più piccoli, hanno pannelli di qualità più scadente. Per questa ragione la maggior parte dei monitor con dimensioni maggiori sono di media qualitativamente peggiori. Questo accade sia nel mondo dei monitor da scrivania sia per quanto riguarda gli schermi dei computer portatili.

    Quindi, se stai valutando di passare ad un monitor più grande, considera un budget medio-alto altrimenti ha poco senso che tu lo faccia.

    2° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    “Un buon monitor è fondamentale per eseguire una buona correzione del colore nelle fotografie”
    FALSO.
    O meglio, per eseguire una corretta correzione del colore in un’immagine, è molto più importante saper leggere e usare i valori numerici dei colori piuttosto che usare “l’occhiometro”.

    Quando tengo corsi di correzione del colore in giro per il mondo faccio da anni questo gioco: prima di iniziare la lezione chiedo a tutta la classe di correggere “a occhio” i colori di una fotografia utilizzando un monitor calibrato, secondo il proprio gusto e esperienza. Non correggo subito l’esercizio e inizio la lezione spiegando come funziona la teoria del colore e come si correggono i colori usando i numeri. Dopo poche ore di spiegazione chiedo di nuovo ai partecipanti (per lo più fotografi e ritoccatori professionisti) di usare lo stesso monitor di prima per correggere i colori di quella stessa foto, ma questa volta chiedo di eseguire la correzione utilizzando lo schermo in bianco e nero. Comparando i risultati dei due esercizi il risultato, da quasi un ventennio, è sempre lo stesso: mentre le foto risultanti dalla prima esercitazione presentano dominanti sbagliate di ogni tipo, i risultati del secondo esercizio sono sempre strabilianti mostrando immagini dal gusto e dall’interpretazione per fortuna diversi ma nessuna con colori sbagliati e problematici.

    In parole povere: se bastasse un buon monitor calibrato a fare una buona correzione del colore “a occhio” e, più in generale, una buona postproduzione fotografica, probabilmente a molti fotografi non capiterebbe quello che invece succede frequentemente: riguardando la foto il giorno dopo, ne hanno spesso una percezione molto diversa, hanno una sorta di pentimento e finiscono per rimetterci le mani di nuovo.

    Imparare a leggere e usare i valori numerici di una foto è cruciale per poter eseguire cromie affidabili. Un metodo numerico e scientifico nella correzione del colore fotografica si può usare già a partire dall'ottimizzazione dei file RAW e poi a seguire usando Photoshop® o altri software. Nelle immagini che seguono to mostro dove puoi trovare i valori cromatici delle tue immagini nei software più diffusi per l'elaborazione delle foto digitali.

    Lightroom®
    Camera RAW®

    Ecco dove trovare le informazioni relative ai valori numerici dei colori in Lightroom® e Camera RAW®.

    In Lightroom vai nel Modulo Sviluppo (Develop Module) e posizionati con il cursore sull'aerea dell'immagine che intendi capionare: potrai leggere i valori cromatici in Lightroom nei pannelli di destra, sotto all'istogramma. La lettura numerica dei colori in Lightroom può essere impostata in RGB o in LAB a seconda delle competenze e necessità dell'utente.

    In Camera RAW posizionati con il cursore sull'aerea dell'immagine che intendi capionare: i valori numerici dei colori saranno indicati in alto a destra sotto l'istogramma. Se vuoi puoi anche campionare più aree simultaneamente usando lo strumento Campionatore colore (Color Sampler Tool). La lettura numerica dei colori in Camera RAW può essere impostata in RGB o in LAB a seconda delle competenze e necessità dell'utente.

    Capture One®
    Photoshop®

    Ecco dove trovare le informazioni relative ai valori numerici dei colori in Capture One® e Photoshop®.

    In Capture One® seleziona il cursore Add Color Readout dal gruppo Color Cursor. Poi fai clic sull'immagine per far apparire i valori cromatici di diverse aree. La lettura numerica dei colori in Photoshop® può essere impostata in RGB, LAB e CMYK a seconda delle competenze e necessità dell'utente. In Capture One puoi anche confrontare il lavoro fatto comparando i numeri in modalità prima-dopo selezionando nel menu principale Edit > Set as Compare Variant (assicurati che il l'anteprima sia in modalità Multi-View).

    In Photoshop® per aprire il Pannello Info vai nel menu Finestra e fai clic sulla voce Info (Window > Info) assicurandoti che nel menu appaia la spunta √ alla sinistra della parola Info. Poi posizionati con il cursore sull'aerea dell'immagine che intendi capionare: i valori numerici dei colori saranno indicati nella finestra che hai appena aperto. Se lo desideri puoi anche campionare più aree simultaneamente usando lo strumento Campionatore colore (Color Sampler Tool) e facendo clic sull'area della foto che ti interessa. La lettura numerica dei colori in Photoshop® può essere impostata in RGB, LAB, CMYK, HSB, Web e Scala di grigio a seconda delle competenze e necessità dell'utente.

    Le 4 foto di esempio qui sopra sono tratte dagli scatti realizzati a Ivrea durante il workshop di fotografia che tengo ogni anno durante la battaglia delle arance che si svolge in occasione dello Storico Carnevale di Ivrea.

    3° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    “Un buon monitor calibrato risolverà tutti i problemi sul colore”
    FALSO.
    Il modo in cui ti appaiono i colori di una foto che visualizzi su un monitor sono la conseguenza di diversi elementi: le impostazioni che hai usato in fase di scatto, la fotocamera che hai utilizzato, le caratteristiche specifiche del monitor, la calibrazione del monitor, le impostazioni dei software che stai usando, gli interventi che esegui in postproduzione, nonché la tua percezione e gusto personali.

    Per queste ragioni, quando si parla di colore in postproduzione fotografica, ci sono almeno 5 ambiti che entrano in campo e dei quali è bene tenere conto:

    1) Le IMPOSTAZIONI DELLA FOTOCAMERA. Mi riferisco in particolare a parametri come il bilanciamento del bianco, il formato di salvataggio, i profili colore, gli stili (es. Picture Style, Picture control… )

    Portrait
    Neutral
    Landscape
    Monochrome

    Questo foto simulano i risultati che è possibile ottenere con una stessa fotocamera cambiando esclusivamente le impostazioni relative agli stili (es. Picture Style, Picture control… ). Le modifiche possono riguardare il contrasto, la saturazione dell'immagine o di specifici colori, la nitidezza... ecc

    2) Le CARATTERISTICHE SPECIFICHE DELLA FOTOCAMERA che hai usato in fase di scatto. Si tratta dell’annoso problema per il quale ad esempio due fotocamere di marche diverse, anche impostate nello stesso modo, restituiscono due foto dai colori completamente diversi.

     Se vuoi saperne di più su come uniformare i colori delle foto ottenute con diverse fotocamere guarda il video e l'articolo di approfondimento che trovi a questo link:
    Come uniformare i colori di diverse fotocamere usando il ColorChecker Passport Photo

    3) La GESTIONE DEL COLORE (COLOR MANAGEMENT) si occupa invece di far sì che una stessa immagine ti appaia allo stesso modo ovunque tu la visualizzi: dal display della fotocamera, al tuo monitor, fino alla stampa o il web.
    La gestione del colore ha a che fare in pratica con come usi e gestisci i profili colore e gli spazi di lavoro in tutto il tuo flusso di lavoro.

    Se vuoi saperne di più sulla gestione del colore guarda il video e l'articolo di approfondimento che trovi a questo link:
    Come gestire il colore in fotografia

    La gestione del colore in fotografia

    Una stessa immagine può apparire in modo molto diverso visualizzata su monitor diversi o in stampe eseguite con tecniche diverse o in momenti diversi.

    Per risolvere questo problema è importante conoscere la gestione del colore (color management).

    4) La CORREZIONE DEL COLORE, che entra in gioco quando una foto ad esempio si presenta troppo fredda o troppo calda e vuoi correggerla rendendola più realistica o più simile a ciò che vedevi in fase di scatto. Si tratta di un'operazione che è fondamentale svolgere al meglio già dalla fase di sviluppo del file in formato RAW. Si può eseguire al meglio con qualsiasi RAW converter (Lightroom®, Camera RAW®, Capture One®, Affinity®... ) e poi può ulteriormente essere perfezionata quando necessario in Photoshop®. Il modo migliore per eseguire questo tipo di interventi è basato sui valori kelvin della luce usata in fase di scatto e sulla lettura numerica dei valori cromatici.

    WB corretto
    WB sbagliato

    Le due foto di esempio ritraggono una pietanza con colori realistici (bilanciamento del bianco / white balance corretto) e con colori innaturali (bilanciamento del bianco / white balance sbagliato).

    Sono molti i generi fotografici in cui è fondamentale saper ottenere colori realistici: la food photography è certamente uno di questi. Colori sbagliati nelle foto degli alimenti tendono a far sembrare il cibo poco fresco e meno gustoso.

    5) Il COLOR GRADING, è ciò che fai quando quello che ti interessa non è ottenere colori realistici, ma piuttosto un’interpretazione del colore più stilistica, creativa e personale.
    Il color grading è uno degli intervienti più importanti che si possono realizzare durante la postproduzione fotografica sia a livello interpretativo sia artistico. I colori infatti aiutano a connotare qualsiasi soggetto fotografico in modo del tutto personale utilizzando il loro potere evocativo, il loro significato e armonie cromatiche in linea con il senso della nostra immagine.
    Il color grading si può applicare già a partire dalla fase di sviluppo del file RAW anche se i RAW converter presentano in genere diverse limitazioni in questo senso a causa dell'impossibilità di creare maschere davvero accurate, quindi, nella maggior parte dei casi, se si vuole usare il colore in modo davvero particolare, l'uso di Photoshop® diventa indispensabile.
    Tra le tante competenze che un fotografo può sviluppare il color grading è sicuramente tra quelle che meglio di altre in postproduzione aiuta a raggiungere un proprio stile personale, unico e riconoscibile.

    Color grading

    La foto di sinistra mostra una mia foto nella quale ho applicato una palette di colori che ho creato per questa immagine e che ho applicato usando Photoshop®.
    La foto di destra mostra i colori originali della scena dopo una semplice correzione del colore dell'immagine per rimuovere eventuali dominanti indesiderate.

    In sintesi i colori della foto di destra sono corretti e corrispondono alla realtà, ma non rappresentano la mia visione personale di quella scena che ho invece ottenuto intervenendo sul colore in modo molto più personale in Photoshop®.

    6- La PERCEZIONE DI UN'IMMAGINE E IL GUSTO PERSONALE: ci sono innumerevoli tranelli che la nostra percezione visiva subisce da parte del cervello sia a livello fisico sia emotivo. Gli effetti ottici sono solo alcuni dei mille scherzi che la natura ci fa. Come fotografi e ritoccatori non possiamo ignorare questi aspetti perchè influenzano in modo determinante il risultato che cerchiamo di ottenere... e non sempre la loro influenza è positiva.

    Trascurare uno o più di questi 6 aspetti legati al colore nell'ambito della postproduzione fotografica può crearti non pochi problemi. 

    In sintesi: un buon monitor calibrato ti aiuta certamente a valutare i colori del tuo file, ma non sarà mai in grado da solo di sopperire a lacune in fase di scatto, lacune sulla gestione del colore e lacune sulle tecniche che usi in postproduzione per modificare quei colori.

    4° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    “Bisogna per forza essere un professionista o un esperto per apprezzare i vantaggi di un monitor di fascia alta”
    FALSO.
    Chiunque è in grado di vedere la differenza tra un buon monitor e un monitor scadente (nel prossimo articolo approfondirò bene questo aspetto) e qualsiasi fotoamatore che prenda seriamente la sua passione è in grado di trarre vantaggio da questa differenza.
    Ti dirò di più: più ti senti insicuro sugli ambiti legati al colore dei quali ti ho accennato nel paragrafo precedente, più un monitor scadente ti metterà ulteriormente in difficoltà.

    5° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    “Basta calibrare il proprio monitor perché si trasformi in un monitor di qualità”
    FALSO.
    Questo è un aspetto cruciale.
    Molti tendono a pensare che profilando un monitor, qualsiasi monitor, potranno avere una visualizzazione del tutto affidabile delle proprie immagini. Naturalmente non è così. Un monitor scadente, anche ben calibrato, non è in grado di rappresentare i colori di una foto in modo adeguato... un po’ come una pessima materia prima, pur cucinata bene, resta comunque mediocre.

    Senza dubbio però, se al momento non puoi permetterti un monitor di fascia alta, è comunque molto meglio che tu almeno possa calibrarlo regolarmente perchè con la calibrazione qualunque monitor, anche di bassa qualità, anche se non si trasforma in un monitor di fascia alta, almeno migliora la visualizzazione generale dell’immagine, riducendo le dominanti e regolando il più possibile la luminosità e il contrasto.

    6° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    “I monitor più costosi non vanno profilati”
    FALSO.
    Non ti basta procurarti il miglior monitor che tu possa permetterti. Affinché quel monitor possa visualizzare i colori correttamente devi assicurarti che la calibrazione sia fatta nel modo giusto e con regolarità. Nel prossimo articolo approfondirò anche questo argomento.

    7° mito da sfatare sui monitor per fotografi

    "Un buon monitor calibrato risolverà qualsiasi disputa con i miei clienti relativa ai colori delle mie foto"
    FALSO.
    Un buon monitor calibrato non risolverà eventuali dispute con i tuoi clienti relative ai colori delle tue foto… ma probabilmente risolverà buona parte dei problemi con l’eventuale stampatore. 
    Un buon monitor profilato (accompagnato da una buona gestione del colore) ti mette nelle condizioni di essere più consapevole sull’aspetto reale dell’immagine che stai consegnando. Direi che non è poco.
    Dopo tante consulenze sul digital imaging un po’ in tutto il mondo, posso dirti per esperienza che la maggior parte dei conflitti tra stampatore e fotografo si risolvono non appena il fotografo si dota di un monitor di qualità ben calibrato e inizia a studiare la gestione del colore (color management).

    Innanzitutto assicurati quindi tu stesso di usare un monitor calibrato regolarmente e di qualità affidabile, cioè di fascia alta e di 9impostare correttamente le impostazioni colore dei software che usi per visualizzare e/o lavorare le tue immagini. Se il tuo monitor non è calibrato e per di più è di fascia bassa non puoi giudicare un'immagine basandoti su cosa vedi perchè lo schermo che usi non è affidabile. Il solo modo di lavorare in questi casi è quello di imparare a interpretare e correggere i colori di una foto usando i numeri (puoi vedere come fare leggendo il paragrafo sopra "2° mito da sfatare sui monitor per fotografi");

    Avere un monitor di qualità e conoscere come gestire il colore non ti mette al riparo dal fatto che un tuo cliente possa visionare, in buona fede, i tuoi file usando probabilmente:

    • software con impostazioni colore "a caso" (delle quali probabilmente non è consapevole)
    • uno schermo "a caso", cioè uno smartphone o un monitor da scrivania completamente scalibrato (probabilmente non è a conoscenza delle problematiche relative alla calibrazione di uno schermo)

    Tutto ciò ovviamento può avere conseguenze disastrose nella sua percezione dei colori delle tue foto.

     

    COSA FARE QUINDI?

     

    COME FARE IN MODO CHE I TUOI CLIENTI VISUALIZZINO CORRETTAMENTE I COLORI DELLE TUE FOTO

     

    È importante rendere il cliente consapevole del fatto che per visualizzare, verificare e approvare i colori di una foto non si può usare uno schermo o un software "a caso", ma serve una postazione configurata ad hoc.

    In particolare se il tuo cliente ha bisogno di controllare i colori delle tue foto per validarli deve munirsi di:

     

    Per guidare il cliente verso gli acquisti giusti e le giuste impostazioni colore ti consiglio di proporgli/offrirgli una piccola consulenza/formazione ad hoc che metterà al riparo te e il cliente da molti problemi sempre più gravi in futuro.

    La maggior parte dei clienti all'inizio può essere riuluttante su questo investimento e non ritenerlo necessario per la ragione per cui "si è sempre fatto così".

    Probabilmente ti basterà ricordargli tutte le volte in cui sono rimasti insoddisfatti dei risultati cromatici delle foto (in stampa, a schermo o sul web) per rendersi conto che questo problema è probabilmente costato molto di più in termini di tempo, di immagine, di resi da parte dei clienti, di costi di ristampa... e tanti altri aspetti correlati.

     

    Di seguito ti indico soluzioni alternative alla creazione di una postazione ad hoc presso il cliente se il cliente ha bisogno di visualizzare, verificare e approvare i colori delle tue foto, ma non ha intenzione al momento di fare investimenti per questo.

    Tuttavia tieni conto che sono un ripiego tutt'altro che semplificante.

    • invita il cliente nel tuo studio per visionare i file insieme a lui e usare come riferimento attendibile il tuo monitor di qualità profilato… ma non sempre la distanza e le tempistiche lo permettono;
    • invita al cliente prove di stampa cartacee certificate. È una soluzione molto valida, ma allunga tempi e costi;
    • invita al cliente a leggere questo articolo: la conoscenza è potere, questo vale sia per te sia per i tuoi clienti. Il primo step da fare per risolvere un problema come questo è rendere il cliente consapevole del problema così da poter conoscere e capire che esistono soluzioni risolutive;
    • se nessuna delle strade sopra proposte è percorribile e il tuo cliente non può acquistare un monitor migliore, offrigli un servizio di calibrazione che puoi svolvere periodicamente tu stesso con il tuo calibratore per calibrare lo schermo del suo computer portatile o desktop. Per visualizzare invece le foto in modo più attendibile da uno smartphone o un tablet aspettiamo che torni disponibile la App gratuita di X-Rite ColorTRUE che purtroppo, a causa di cambiamenti importanti nei sistemi operativi Android e iOS, non è più disponibile. Al momento purtroppo non c'è nessun applicazione sul mercato, anche di altri marchi oltre a X-Rite, che possa essere utilizzata su iOS o Android per calibrare i colori dei dispositivi mobili come gli smarphone e i tablet.

     

    Ti indico di seguito ulteriori approfondimenti che possono esserti d'aiuto per capire come diventare più consapevole del problema e quali soluzioni adottare:

    Le foto appaiono con colori diversi su dispositivi diversi: monitor, stampe, smartphone, schermo del computer portatile

    Schermi differenti possono visualizzare i colori di una stessa foto in modo molto diverso tra loro, questo accade non solo con gli schemi di tablet e smartphone ma anche nell'ambito di monitor professionali. Lo stesso accade con stampe realizzate su stampanti diverse o in momenti diversi o con carte differenti.
    Il problema è ulteriormente aggravato dal fatto che, pur usando monitor o stampanti professionali, molti utenti non si preoccupano di impostare correttamente le impostazioni colore dei software che usano per vedere, manipolare o stampare le immagini (mi riferisco in particolare alla gestione dei profili colore e degli spazi di lavoro)
    Per risolvere queste problematiche è necessario usare alcune accortezze che puoi leggere in questo articolo specifico sul color management.

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    Comments

    Cristiano Battistella 14/04/2021 16:50

    Ciao Marianna,
    per me come per tutti gli appassionati di fotografia, le tue parole sono poesia e questo articolo ne è la conferma.

    Mi dispiace rovinare l'atmosfera con una questione così tecnica ma spero che il tuo punto di vista possa essere utile a me come ad altri utenti.

    Vengo al dunque... da entusiasta frequentatore dei tuoi corsi ho deciso di fare un regalo ai miei occhi acquistando un monitor EIZO CG2730 del quale sono a dir poco entusiasta. Valutando l'acquisto di un computer Mac di nuova generazione, per intenderci quelli che montano i nuovi processori SoC M1, ho scoperto che sembrano esserci dei problemi con la rappresentazione delle immagini su monitor esterni. A riguardo, EizoGlobal ha pubblicato un articolo disponibile qui: https://www.eizoglobal.com/support/compatibility/pc/mac/apple-m1/
    Purtroppo non trovo l'articolo molto chiaro perciò ho pensato di chiedere se ti è capitato di lavorare su questi computer connessi ai monitor Eizo o se hai informazioni o consigli da darmi a proposito.
    Ti ringrazio con la speranza di poterti presto incontrare ai corsi,
    Cristiano

    P.S. Ci tengo a chiarire, per chi già non lo sapesse, che questi problemi si possono verificare su monitor di qualsiasi produttore, non sono specifici di Eizo e non dipendono da Eizo bensì dal nuovo standard Apple.

    Marianna Santoni 14/04/2021 18:11

    Ciao Cristiano,
    grazie per la tua fiducia e grazie per le tue parole.
    Il monitor EIZO che hai acquistato è lo stesso modello che uso anche io... ti porterà fortuna ;-).

    Ti porto una buona notizia: i problemi sono stati risolti.

    Prima di risponderti su questa questione, per avere un aggiornamento il più affidabile possibile, mi sono appena consultata con il team di EIZO e in particolare con Luca Zaffanella che mi ha confermato che tutte le problematiche legate a questo problema sono state risolte da EIZO il 1 aprile scorso. È anche stata rilasciata nuova versione del software EIZO Color Navigator.

    Utilizzando l'ultima versione del software ColorNavigator e un cavo USB-C/Display Port non avrai nessuna limitazione dal lato colore. È comunque sempre bene utilizzare la connessione USB-C o Display Port per un Mac piuttosto che HDMI perché è ormai noto che il sistema Apple lavori meglio con questi protocolli video… d’altra parte li hanno sviluppati proprio loro.
    Al momento permangono solo le limitazioni strettamente legate ad Apple® come il fatto che non si possano collegare 2 monitor al Mac o che il sistema operativo non gestisce il formato portrait. Purtroppo si tratta di limitazioni che avresti con qualsiasi monitor di qualsiasi marca. Per queste ragioni, oggi come oggi, chi sceglie Apple®, deve esserne consapevole e deve porsi il problema della gestione colore a prescindere.

    Come hai giustamente scritto anche tu le problematiche che molti utenti hanno riscontrato (e in merito alle quali ti sei giustamente voluto sincerare) non sono dovute ad EIZO® ma a Apple®: si tratta di limitazioni dovute al nuovo sistema operativo e al nuovo processore. Molti utenti Mac non se ne accorgono perché non tutti lavorano del campo della fotografia, grafica, stampa o comunicazione visiva in generale. 

    Essendo tu un allievo dei miei corsi in aula spero che hai acquistato il monitor EIZO® approfittando del voucher sconto a te riservato. Incrocio le dita. Se non lo avessi fatto potrai usarlo quando vorrai passare in futuro al doppio monitor ;-)

    Spero di esserti stata utile e intanto ti auguro di riuscire a goderti anche un po' di questa magnifica Primavera :-)
    M.

     

     

     

     

    Cristiano Battistella 17/04/2021 15:21

    Ciao Marianna,
    ti ringrazio molto per la risposta e le preziose informazioni.
    Attualmente le due limitazioni che permangono non sono un problema per il mio flusso di lavoro quindi procederò con l'acquisto. Ci rivedremo non appena riprenderanno i tuoi corsi, spero molto presto!!
    Grazie ancora di tutto, a presto.
    Cristiano

    P.S. purtroppo non ho sfruttato lo sconto quando ho comprato il mio Eizo ma sicuramente lo sfrutterò per il prossimo acquisto ;-)

    Luca Cossini 10/06/2020 16:58

    Ciao Marianna! Questo articolo è una bomba!!
    So che te l'hanno già chiesto, ma mi aggiungo pure io.
    A casa ho un monitor abbastanza scarso (un 21" da 150€ della Philips) e si discosta anni luce dallo schermo del portatile.
    Ho provato anche a calibrarlo tramite uno spider, ma la situazione non è molto migliorata, per questo mi chiedevo se potessi darmi qualche consiglio su un monitor buono per la fotografia senza dover arrivare a spendere 1000+ euro.
    So che tu sei Eizo Ambassador quindi già so dove cade la tua scelta.. però magari mi sai consigliare un "medio di gamma" che presenti comunque caratteristiche interessanti in termini di copertura colore e profilazione.
    Spero di poter usufruire presto dello sconto associato alla partecipazione ai tuoi corsi.... intanto ti mando un mega saluto e un super abbraccio!! :-)

    PS: nei monitor della Eizo, la differenza tra un modello e il corrispettivo modello BK è solo la presenza del paraluce?
    Grazieee!!

    Marianna Santoni 12/06/2020 15:32

    Ciao Luca carissimo,
    la tua energia arriva anche solo dal leggerti! Quando verrai ai miei corsi sarai tu una bomba di energia :-)

    Per quanto riguarda il tuo dubbio su un monitor per la fotografia dal prezzo basso ti consiglio senza dubbio un EIZO® ColorEdge CS2420 24 pollici.

    La spiegazione sarebbe lunga, ma se ti fidi sono certa ne rimarrai soddisfatto.
    Se hai qualche dubbio scrivimi pure qui :-).
    Un carissimo saluto.
    M.

    EMANUELE BELTRAMI 03/05/2020 18:28

    Ciao Marianna, ho fatto con te il primo corso del tuo percorso formativo "Scatto Digitale Avanzato". Spero che sia solo il primo di tutta la serie: mi è piaciuto tantissimo e ti seguo sempre con molta attenzione.
    Ti chiedevo questo: saper leggere ed USARE i valori numerici dei colori negli sviluppatori RAW, da dove posso partire per apprendere questo approccio? Uso il colorchecker sia per il bilanciamento del bianco che per la creazione di profili colore. Sono pur sempre un amatore ma mi interesserebbe la teoria del colore ed appunto una correzione del colore con i valori numerici:)

    grazie sempre della disponibilità :)

    Marianna Santoni 05/05/2020 12:25

    Ciao Emanuele,
    grazie per seguire il blog e grazie per le tue belle parole sul corso fatto con me.

    Ce la metto tutta per dare sempre contenuti completi e esaustivi sul mio blog, ma questa volta purtroppo non posso aiutarti.
    Sono tante le persone che mi contattano per apprendere la mia tecnica in post-produzione legata all'uso dei valori numerici dei colori. La insegno da anni, ma non ho mai idea di quali libri consigliare su questo.

    Le tecniche che insegno in aula non esistono in nessun libro perché si tratta di un metodo che ho capito e perfezionato nell'arco di quasi 20 anni. Ho fatto tanta ricerca su questi temi, in Italia e all'estero e la tecnica alla quale sono arrivata è un mix di tantissime competenze che riassumono in modo semplice qualcosa di decisamente complesso. Quando agli inizi non ne sapevo nulla ho impiegato anni ad arrivarci: le risorse su questo tema sono molto frammentarie, purtroppo imprecise e spesso basate più sul CMYK che sull'RGB (e questo è un grave errore) e, per di più, molte non tengono nemmeno conto del fatto che si può utilizzare la correzione del colore basata sui numeri già a partire dallo sviluppo del RAW: in molti consigliano sbagliando di aprire il RAW "velocemente" per poi passare a Photoshop® e fare tutte le correzioni cromatiche da lì... questo è un grave errore: in fase di sviluppo del RAW bisogna sempre fare il più possibile. Questa regola per me è sacra e inviolabile.
    Insegno la mia tecnica sul colore già a partire dallo sviluppo dei file RAW nell'ambito del mio percorso formativo su Photoshop®, lo stesso che hai già iniziato a seguire. Spero che ripartiranno presto i corsi in aula così potrai continuare il tuo percorso e iniziare a studiarla già dal prossimo corso sul "RAW avanzato".

    Francesco Ferruzzi 19/03/2020 21:07
    Stai realizzando articoli veramente di qualità, pieni di contenuti "veri" e non "specchietti per le allodole" come troppo spesso si vede in giro! Grande come sempre!!!
    Marianna Santoni 21/03/2020 13:13
    Ciao Francesco, grazie per queste tue parole. È proprio bello avere un feedback simile da una persona attenta come te. Grazie.
    Salvatore Palumbo 19/03/2020 17:17
    Beh che dire! Stavo per comprare un monitor stamattina e proprio nel momento del clic mi è apparsa la notifica sulla pagina Facebook. Premetto che sono un amatore e sto cercando di fare il grande salto approfondendo appunto la gestione del colore, ma sono proprio all'inizio, acerbo e sto cercando di capire il più possibile.
    Vorrei appunto fare un investimento su un ottimo monitor così come ho fatto con l'attrezzatura fotografica, ero orientato sul top di gamma Eizo da 24, avevo messo all'asta un rene per cercare di prendere un 27 sempre restando sulla serie cg x , quindi la mia domanda sarà scontata: meglio investire per il 24 oppure aspettare di vendere il rene per il 27? Calcolando in prospettiva futura, non vorrei fare della mia passione un lavoro, ma essere in grado di togliermi grandi soddisfazioni: amo la fotografia e peccato non averla conosciuta prima che la seguo molto assiduamente , spero solo un giorno di partecipare a qualche suo corso... veramente complimenti per la sua professionalità!
    Marianna Santoni 19/03/2020 20:35
    Ciao Salvatore carissimo, grazie per il tuo messaggio.
    Io per il mio lavoro utilizzo un monitor CG2730 ColorEdge EIZO® da 27 pollici e non posso negarti che sia uno strumento straordinario. Se vuoi contenere l'investimento sappi comunque che anche il 24 CG ti regalerà enormi soddisfazioni in termini di qualità.
    Nei miei corsi uso proprio il ColorEdge CG2420 EIZO®: ogni partecipante ne ha uno a propria disposizione per tutta la durata del corso e... nessuno si è mai lamentato delle dimensioni ;-).
    Se anche tu avrai modo di venire considera che per gli allievi dei corsi in aula ci sono sconti molto forti riservati in esclusiva sull'acquisto dei monitor EIZO e forse puoi valutare di rimandare l'acquisto fino a quel momento per ottimizzare al massimo l'investimento ;-)
    Salvatore Palumbo 19/03/2020 22:48
    Grazie Marianna, mi piacerebbe tantissimo, ma soprattutto mi piacerebbe partecipare ad uno dei tuoi corsi... è ancora più allettante ora che so del forte sconto che acquisirei per l’acquisto dell'Eizo.
    Farò il possibile appena passata questa brutta situazione per essere presente in aula.
    Sperando che siano adatti anche per chi come me, sta iniziando ora ad approfondire l’argomento. Per me sarebbe un onore seguire un tuo corso.
    Marianna Santoni 21/03/2020 13:21

    Ciao Salvatore!
    Grazie per le tue parole e per il tuo entusiasmo.
    Il percorso formativo che ho creato per la post-produzione è dedicato a chi ha già buona dimestichezza con la fase di scatto e non ha problemi a esporre una foto manualmente. Trovi una spiegazione del percorso formativo e di come funziona a questo link.
    Non appena ti sentirai un poco più sicuro ti aspetterò a braccia aperte al primo corso del percorso formativo che trovi a questa pagina.

    Ti si aprirà un mondo. Parola d'onore.

    Dylan Fabiani 19/03/2020 10:48
    Buongiorno Cara... é sempre bello leggerti!!!!!!!
    Un super articolo insomma... mi ha fatto un po' di chiarezza su un aspetto con cui sto lottando da mesi per comprenderne un metodo corretto di applicazione... il color grading...
    Una domanda: in quale fase del workflow é meglio applicarlo??
    Ti pongo la domanda anche se temo che questo discorso necessiti di ampio spazio e tempo...
    Marianna Santoni 19/03/2020 13:39

    Ciao Dylan, è una gioia trovarti qui. Grazie per la domanda.
    Il modo migliore di applicare il color grading è dopo gli interventi interpretativi (anche zonali) su contrasto, texture e luminosità e anche dopo l'eventuale fotoritocco in Photoshop®. Puoi eseguire queste operazioni sia in fase di sviluppo del RAW sia in Photoshop® (quando vuoi essere più accurato)... ma questo già lo sai :-)

    La palette dei colori volendo sei libero di crearla all'inizio di tutto, ma è meglio applicarla alla foto dopo gli altri interventi. Io di solito preferisco crearla all'inizio perché mi aiuta a seguire una stessa linea interpretativa anche nel resto degli interventi. Applico però la mia palette di colori sempre solo alla fine perché sono certa di avere una visione ormai definitiva della foto nel suo insieme.

    Da un punto di vista pratico il metodo di lavoro che uso in Photoshop® mi permette in ogni caso di poter rimettere in discussione quello che ho fatto dal primo all'ultimo livello senza dover rifare nulla da capo. Usando Regolazioni di livello, maschere, metodi di fusione e oggetti avanzati i livelli non si coprono mai l'un l'altro e puoi conservare la massima reversibilità di ogni operazione dall'inizio alla fine. Non solo! Puoi anche applicare in pochi istanti gli stessi colori che hai ottenuto su una qualsiasi altra foto... niente male ;-)

    Avevo accennato a questa tecnica nell'ultimo evento che ho tenuto a Dalmine lo scorso anno (ti ricordi?). In ogni caso ne parlerò con cura estrema nella prossima edizione del corso sul colore:
    https://mariannasantoni.com/percorso-formativo-corsi-photoshop-workshop-fotografia

    Dylan Fabiani 19/03/2020 18:28
    Si si mi ricordo perfettamente quella serata : ) sei stata chiarissima :D
    Grazie mille cara per le dritte :* non vedo l'ora che arrivi la prossima edizione :)

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