COLORI FEDELI nel flusso di lavoro fotografico

Di cosa hai bisogno e cosa devi fare per riprodurre i colori in modo corretto (scatto, postproduzione, stampa e web)

Publication date: 15 January 2021 - Update date: 24 February 2021
Written by Marianna Santoni

Il colore in fotografia

Migliora la resa dei colori delle tue fotografie ottimizzando tutto il tuo flusso di lavoro

Cosa puoi fare per migliorare la resa dei colori delle tue immagini?

Molto.
Questo articolo ti aiuta a capire in quale modo.

 

Il problema della rappresentazione dei colori è da sempre un tema cruciale per artisti, fotografi, stampatori e postproduttori.

La gestione del colore ieri come oggi è complessa sotto molti punti di vista ed è facile che qualcosa vada storto.

 

È quindi probabile che se ti occupi di fotografia, postproduzione o stampa, anche tu ad un certo punto ti sia chiesto:

Perché i colori delle mie foto non tornano?

Ho le attrezzature giuste?

Dovrei impostare e utilizzare le mie attrezzature in modo diverso?

 

In questo articolo ti parlo della dotazione fondamentale di cui hai bisogno e delle impostazioni di software e attrezzature cui devi prestare attenzione per essere sicuro di vedere a monitor i colori come realmente sono e non falsati da:

  • il monitor che hai
  • le configurazioni dei software che usi
  • le altre attrezzature che usi nel tuo flusso di lavoro fotografico
  • la fonte di luce che utilizzi per scattare e / o per vedere le tue foto
Se desideri ulteriori chiarimenti...

Oppure desideri integrare questo articolo con la tua esperienza, scrivimi pure lasciando un commento in fondo a questo articolo: per farlo accedi al sito dal qui.

#1 USA UN COLORCHECKER IN FASE DI SCATTO

Indispensabile per realizzare foto che riproducano i colori della realtà in modo "fedele"

Se vuoi fare in modo che le tue foto siano scattate ad hoc per far sì che riproducano i colori correttamente hai bisogno di impostare nel menu della tua fotocamera il formato RAW e di usare un ColorChecker.

Il ColorChecker è uno strumento usato da fotografi e videomaker per riprodurre il colore in modo fedele sotto qualsiasi fonte di illuminazione e con tipologie di fotocamere o videocamere diverse.

È il riferimento cromatico leader del settore della fotografia da più di 40 anni.

All'atto pratico è un cartoncino nel quale sono stampati 24 quadrati di campioni colore diversi, usando inchiostri di altissima qualità, formulati individualmente per riprodurre un colore puro, uniforme, intenso e non riflettente.

È disponibile in varie dimensioni e tipologie per fotografi o videomaker con esigenze diverse legate soprattutto alla dimensione dei soggetti ritratti.

A questi link trovi due miei video e articoli dove ti spiego:
- quando e perchè usare un ColorChecker
- come scattare un ColorChecker

 

Se sei uno dei tanti allievi che negli ultimi 20 anni hanno preso parte almeno una volta ad uno dei miei corsi in aula a numero chiuso, ricorda che hai diritto ad un VOUCHER SCONTO DEL 25% per l’acquisto di qualsiasi prodotto X-Rite.

Nelle due foto sopra mi vedi all'opera con l'uso del ColorChecker Passport della X-Rite in due situazioni molto diverse: uno shooting fotografico in studio a Birmingham durante The Photography Show del 2019 e un servizio fotografico di fotografia di paesaggio durante un mio viaggio in Irlanda.
Per capire quando e perchè usare un ColorChecker guarda questo video.
Per capire come scattare un ColorChecker guarda questo video.

#2 USA UN MONITOR PER LA FOTOGRAFIA

Ti serve a postprodurre immagini di qualità
visualizzando correttamente lo spazio colore Adobe RGB (1998)

La cosa più importante da cui devi partire per avvicinarti ad una riproduzione corretta dei colori quando passi alla post­produzione è la qualità del monitor: se il monitor che usi è scadente non può riprodurre i colori fedelmente.

Cosa si intende per monitor di buona qualità? 

Quando si parla di monitor adatti a visualizzare in modo corretto fotografie o progetti grafici vanno esclusi a priori i monitor comuni "da ufficio", i portatili, gli smartphone, i tablet e gli schermi TV (anche se costosi) ... attrezzature "generiche" come queste (anche se "di una buona marca") non offrono la minima garanzia di una visualizzazione affidabile dei colori. Se vuoi capire quando e perchè i monitor non mostrano i colori in modo corretto leggi questo articolo.

Se te lo stai chiedendo ti confermo che anche gli schermi Apple (computer portatili, desktop, tablet o smartphone), benché costosi e di buona qualità, non garantiscono fedeltà cromatica nella riproduzione dei colori. Innanzitutto perchè si tratta di schermi lucidi, ma non è la sola ragione.

Calibrare regolarmente qualsiasi tipo di schermo ti sarà comunque di aiuto, ma una riproduzione fedele dei colori si ottiene con attrezzature più sofisticate.

lo stessa utilizzo un computer Mac, ma lo uso collegato ad un monitor di fascia alta (io uso questo monitor).

Per semplificare puoi tenere conto del fatto che qualsiasi monitor sotto i 1.000,00 Euro è più facile che non sia in grado di riprodurre fedelmente i colori di una foto o di un progetto grafico o di qualsiasi altra immagine digitale. 

Tutti i monitor EIZO® delle serie CS e CG sono invece di fascia alta e molto affidabili nella riproduzione dei colori. Si tratta del brand di riferimento per i monitor di alta qualità.

Foto: © Ivan Sarfatti.

Marianna Santoni al computer mentre usa il suo monitor EIZO® e una tavoletta grafica Wacom® Intuos Pro.

#3 CALIBRA IL MONITOR REGOLARMENTE

È indispensabile per far sì che il tuo monitor riproduca i colori correttamente

Il secondo step indispensabile per far sì che un monitor mostri i colori in modo attendibile è quello di calibrarlo periodicamente in modo corretto. Se stai ascoltando questa informazione per la prima volta potrebbe spiazzarti, ma è importante sapere che, indipendentemente dal suo costo, ogni monitor, anche di fascia alta, va calibrato regolarmente.

Per farlo non usare opzioni del sistema operativo che ti fanno eseguire regolazioni "a occhio", ma un vero calibratore, sia esso esterno oppure incorporato nel monitor.

Calibrare regolarmente il proprio monitor con un calibratore di buona qualità è un dovere imprescindibile per fotografi, ritoccatori, grafici, art director, artisti e per chiunque abbia necessità di visionare su un monitor i colori di immagini, fotografie o progetti grafici in modo affidabile.

Se non possiedi già un calibratore e sei incerto su quale acquistare ti consiglio uno di questi due modelli dei quali apprezzo particolarmente la qualità, l'affidabilià e la facilità di utilizzo:

  • X-Rite i1Display Studio: ti permette di calibrare facilmente schermi di qualsiasi marca e tipologia (monitor del computer desktop, portatile, tablet e perfino videoproiettori... );
  • X-Rite i1Studio: è un'altra tipologia di calibratore di fascia più alta (il nome esatto in questo caso è spettrofotometro) e lo che consiglio a chi ha bisogno di profilare non solo i monitor, ma anche la propria stampante;
  • Photo Kit: se hai bisogno sia di un calibratore per il monitor sia di un ColorChecker ti prendere questo kit.
  • VOUCHER SCONTO DEL 25%: se sei uno dei tanti allievi che negli ultimi 20 anni hanno preso parte almeno una volta ad uno dei miei corsi in aula a numero chiuso, ricorda che hai diritto ad un voucher sconto del 25% per l’acquisto di qualsiasi prodotto X-Rite.

Per quanto riguarda la calibrazione ricorda sempre, in ogni caso, che se stai usando un monitor particolarmente vecchio o di qualità scadente, la calibrazione non sarà in grado di metterlo nelle condizioni di riprodurre i colori in modo affidabile. Per questa ragione ho in programma un altro approfondimento che ti spiegherà a quali caratteristiche fare attenzione quando acquisti un nuovo monitor di qualità adatto a fotografi o ritoccatori.

A breve pubblicherò anche un articolo su come si calibra il monitor: si tratta di un’operazione semplice da fare, ma che può nascondere diverse insidie.
Se vuoi essere avvertito via mail non appena i prossimi articoli sarnno on line fai clic qui.

Nella foto sopra vedi 2 tipologie di calibratori per monitor: uno esterno e uno integrato.

Nelle prime 3 foto da sinistra vedi un calibratore esterno della X-Rite, modello X-Rite i1Display Studio: permette di calibrare facilmente schermi di qualsiasi marca e tipologia (desktop, portatile, tablet e perfino videoproiettori... ). Garantisce ottimi risultati purché lo schermo sia di buona qualità.

Un'altra tipologia di calibratore, di fascia più alta che consiglio a chi ha bisogno di profilare non solo i monitor, ma anche la propria stampante è lo spettrofotometro della X-Rite i1Studio.

A destra invece un esempio di calibratore integrato nei monitor EIZO® della serie CG che permette una calibrazione hardware molto accurata e può essere impostato per avviarsi ed eseguire la calibrazione in modo completamente automatico, perfino quando il computer è spento.

#4 PERSONALIZZA LE IMPOSTAZIONI COLORE DEI TUOI SOFTWARE

Ti permettono di mantenere gli stessi colori tra i diversi software e tra monitor e stampa

Mi riferisco alle specifiche relative agli spazi colore che utilizzi quando lavori le immagini e ai profili colore che salvi nel file.

Se hai dubbi su questi argomenti puoi avvicinarti al mondo della gestione del colore partendo da qui.

Tipica finestra di Photoshop che chiede all'utente come desidera gestire i profilo colore incorporato nella foto diverso dallo spazio di lavoro corrente.

Sono molti coloro che di fronte a questa finestra rimangono nel dubbio non sapendo cosa rispondere.

Chiarirò questo aspetto in uno dei prossimi articoli, se ti fa piacere essere avvertito via mail non appena uscirà il prossimo aggiornamento registrati gratuitamente da questo link.

#5 FAI UNA POSTPRODUZIONE FOTOGRAFICA DI QUALITA'

Anche questo aspetto sembrerebbe scontato, ma lo è meno di quanto si pensi.

Sono in tanti ad essere convinti di saper usare bene Photoshop®, Lightroom®, Camera RAW®, Capture One® o qualsiasi altro software per la postproduzione fotografica.

In realtà, come si vede dal fiume di foto postate sui social e sul web, sono davvero poche le foto in grado di farci fare wow! Sono pochi i fotografi che riescono a raggiungere un livello di immagini straordinarie e ancora meno sono coloro che riescono ad usare la postproduzione come un vero e proprio strumento di esaltazione della propria visione fotografica, del proprio stile fotografico e del messaggio che si vuole trasmettere.

Molti fotografi ancora credono che Photoshop® serva solo a correggere errori fatti in fase di scatto.

 

L'ottimizzazione del file RAW e la postproduzione in Photoshop® possono fare molto di più, ma, per ottenere risultati straordinari, hai bisogno di:

- partire da una buona idea fotografica (scelta del soggetto, scelta dell'ottica, punto di ripresa, composizione... )

- partire da un file tecnicamente corretto (impostazioni corrette della fotocamera, esposizione, messa a fuoco... )

- ottimizzare bene il file RAW in un software di sviluppo dei RAW come Lightroom®, Camera RAW®, Capture One®

- saper usare bene Photoshop per poter far quell'ultimo miglio a cui tanti rinunciano e che invece è in grado di fare tutta la differenza che hai sempre sognato.

 

Tutto questo però richiede competenze avanzate che vanno al di là dell'approccio semplicistico "foto straordinarie con un clic".

Tutti vorrebbero raggiungere competenze e risultati straordinari, ma non tutti hanno voglia di impegnarsi per fare un salto in avanti in questo senso. Se te lo stai chiedendo non è succifiente un approccio autodidatta o passare giorni su YouTube.

Foto di paesaggio: © Photonica3.
Foto scattata nelle Asturie, nord della Spagna, in condizioni di controluce e forte contrasto.
Questa foto scattata in formato RAW è stata sviluppata interamente con Adobe Lightroom®. Lo sviluppo è stato eseguito rispettando la luce naturale e l'atmosfera originale restituendo allo scatto la massima resa dei colori e della matericità delle diverse superfici.
Photonica3 è un gruppo di 4 affiatati fotografi naturalisti delle Marche, allievi storici di Marianna Santoni.

#6 UNA BUONA GESTIONE DEL COLORE IN STAMPA

Attenzione alla stampante, carta, inchiostri e alle impostazioni di stampa

Se le tue foto non finiscono solo sul web, ma sono destinate anche alla stampa devi fare in modo che il tuo flusso di lavoro gestisca bene il colore fino all'ultimo step.

In sintesi:

- scegli una carta adatta al tipo di immagine che devi stampare. Non parlo solo della scelta tra carta lucida e carta opaca, ma valutare anche la necessità o meno di investire in una carta fine art come ad esempio le pregiate carte Canson® Infinity;

- verifica che gli inchiostri siano adatti a ciò che devi fare e che onorino le tue aspettative. Se ad esempio desideri stampare una foto con qualità fine art sia la stampante, sia la carta sia gli inchiostri devono essere fine art. Se hai un progetto grafico che include colori particolari come i colori Pantone®, l'oro a caldo o altre lavorazioni speciali, devi essere sicuro di preparare il file nel modo giusto affinché la tipografia possa stamparlo al meglio;

- scegli la tecnologia di stampa adatta al tipo di riproduzione che devi fare;

- procurati (o crea tu stesso) il profilo colore basato sulla stampante, carta e inchiostri che saranno utilizzati in stampa;

- ricordati di eseguire sempre un'anteprima di stampa a monitor e le necessarie compensazioni a monitor per evitare di fare prove frustranti sprecando inutilmente carta e inchiostri.

 

Se stampi tu stesso serve anche un accorgimento in più.

Per ottenere una qualità del colore costante nel tempo, affidabile e uniforme è necessario calibrare la stampante.

Per fare in modo che una stampante restituisca una buona resa cromatica e la mantenga nel tempo è necessario calibrare la stampante al momento dell’installazione e poi ripetere la calibrazione periodicamente per riportare la stampante allo stato di calibrazione iniziale.

Nel gergo tecnico del settore si sente dire spesso anche “linearizzare una stampante”. Il significato è lo stesso: linearizzare una stampante significa calibrarla o meglio ricalibrarla.

Per effettuare la calibrazione della stampante occorrono due cose: uno spettrofotometro per la misura del colore e un software per analizzare e gestire quelle misurazioni. 

Alcune stampanti hanno un sistema di calibrazione integrato altre no. 

Tipicamente le stampanti controllate da un RIP hanno proprie capacità di calibrazione cioè integrano sia il software sia l’hardware necessario (cioè lo spettrofotometro per la misurazione del colore). Alcune stampanti consentono la calibrazione anche tramite il proprio driver di stampa, senza l'utilizzo di applicazioni RIP.

Per le stampanti invece che non integrano un sistema di calibrazione l’unica soluzione consiste nel creare il profilo colore con le opzioni di calibrazione incorporate.

 

A questo link trovi un webinar gratuito che ho realizzato sul tema della fotografia fine art... come per questo contenuto che hai appena letto non è richiesta la registrazione dei tuoi dati :-)

Foto: © Stefano Veschi.

Nella foto si vedono i miei studenti all'opera nel laboratorio dell'ISIA di Urbino dove, dal 2010 sono docente di fotografia digitale e di postproduzione nella specialistica post laurea in Fotografia dei Beni Culturali.

Nella foto stanno usando una stampante Canon imagePROGRAF PRO-2000.

#7 USA UN BUON VISORE

Ti è necessario se hai bisogno di visionare stampe o di vedere in modo affidabile i colori di un qualsiasi elemento del mondo reale di dimensioni ridotte (prodotti, opere d'arte... )

Se hai bisogno di visionare i colori di un qualsiasi oggetto o stampa ed essere certo che stai vedendo i colori sotto una luce che non li alteri (cioè dal colore stabile e neutro) ti consiglio anche di dotarti di un visore. Spesso vedo professionisti di vari campi usare la luce naturale del sole per vedere i colori "meno falsati", ma è un'operazione che lascia il tempo che trova: anche la luce diurna, per quanto neutra, cambia con le ore del giorno, con le stagioni e con le condizioni meteorologiche. Per essere sicuri di guardare qualsiasi cosa sotto una luce davvero neutra è necessario dotarsi di un visore.

Nella foto un visore per fotografie Just Normlicht Color Frame 02.

#8 USA UN GRUPPO DI CONTINUITÀ

Ti aiuta a proteggere i tuoi dispositivi dagli sbalzi di corrente... e quindi anche i tuoi investimenti.

Inoltre ti consiglio di usare un gruppo di continuità (UPS - Uninterruptible Power Supply) per mantenere il monitor, gli hard disk e tutti gli altri dispositivi in buono stato.

Si tratta di un dispositivo in grado di distribuire corrente elettrica "pulita" alle nostre attrezzature (computer, monitor, hard disk, server…) eliminando i disturbi come gli sbalzi o picchi di tensione presenti nell'energia elettrica che possono accelerare l’usura delle nostre attrezzature, ma anche arrivare a cusare danni irreparabili ai dispositivi e ai dati in essi contenuti.

IN BREVE

Ricapitolazione finale

Quando i colori delle tue foto non ti soddisfano a monitor o in stampa o sul web controlla uno ad uno tutti gli aspetti che ti ricapitolo di seguito.

Ricorda che la gestione del colore in fotografia è una catena e se salti o sbagli anche un solo anello la catena si spezza e i colori vengono compromessi. Nella migliore delle ipotesi non otterrai colori fedeli, ma potrebbero piacerti comunque e se non hai esigenze di riproduzione fedele dei colori non c'è nulla di male. In molti altri casi però rischierai invece di incorrere in colori del tutto indesiderati e sgradevoli.

Per capire quali aspetti del flusso di lavoro fotografico stanno compromettendo la qualità dei colori delle tue foto poniti queste domande:

- Scatti in formato RAW?

- Usi il ColorChecker in fase di scatto e in fase di sviluppo dei tuoi file RAW?

- Usi un monitor adatto alla postproduzione fotografica? Riesci a visualizzare almeno lo spazio colore Adobe RGB 1998?

- Calibri regolarmente il tuo monitor con un calibratore?

- Hai controllato le impostazioni colore dei software che utilizzi? Ricorda che anche nei software super pro, le impostazioni di default sono quasi sempre impostate per i principianti e non vanno quasi mai bene per un utilizzo professionale.

- Come esegui la postproduzione? Come hai imparato a farla? Sai verificare anche numericamente se i colori di un file sono corretti leggendo i valori RGB, LAB o CMYK?

- Come prepari i file che mandi in stampa? Hai scelto uno stampatore che usa i profili colore di stampa? Sai come usare i profili di stampa dello stampatore per preparare al meglio i tuoi file prima di inviarli?

- Per valutare i colori delle stampe che ricevi visualizzi le stampe con un visore oppure con luci d'ambiente?

 

Usa queste domande come uno strumento per poter fare un auto diagnosi della situazione e capire in quali aspetti intervenire e/o formarti di più.

 

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Comments

Vincenzo Cervone 31/03/2021 19:36

Ciao Marianna,
ho visto praticamente tutti i tuoi articoli sul blog e tutte le tue interviste!
Sei unica in quello che fai e riesci ad essere chiara in ogni tua spiegazione.
In alcune interviste o quando parli di monitor calibrati, a me sfugge sempre una cosa ossia si dice che si preferisce calibrare il punto di bianco, per chi fa post produzione o per il fotografo in genere, a D65 e per la stampa a D55. Ecco qui il mio cervello va in confusione :-)
Io faccio le foto, le post produco e poi le mando in stampa, quindi i miei files finiscono su carta. Quindi io ti chiedo, occupandomi di tutto il processo dall'inizio alla fine, come devo lavorare con il mio monitor EIZO?
A quanto lo devo calibrare?

Grazie :-)

Nathalie Gehring 18/01/2021 22:33

Cara Marianna,

Sempre appassionante leggere i tuoi articoli, grazie per quanto pubblichi :-)!
Da appassionata amatoriale, partita da zero, posso confermare che nonostante gli immensi progressi che ho ancora da compiere, i punti da 2 a 6 hanno già contributo a migliorare di molto le mie fotografie. Sui punti 7 e 8 non posso esprimermi siccome non sono attrezzature che posseggo.
Per quanto riguarda il colorchecker sarò curiosa di provarlo. Le ultime volte in cui ho scattato pioveva o nevicava. Mi sono detta che il colorcheck rischierebbe di rovinarsi, tuttavia mi sono pure chiesta, che fare in queste condizioni?

Spero a presto... per continuare la formazione dal vivo :-)!

Marianna Santoni 20/01/2021 09:08

Ciao Nathalie,
grazie per seguire sempre con interesse quello che faccio e grazie per avermi scritto qui sul blog.
La tua domanda è interessante e in effetti non sei la sola ad avere questo problema. Per essere sicura della risposta mi sono anche consultata con il capo tecnico di X-Rite in Inghilterra e purtroppo mi ha confermato che X-Rite non produce versioni impermeabili del ColorChecker.

Questo significa che se uno delle patch dovesse inumidirsi, probabilmente gli inchiostri si sfalderebbero rovinando i colori.

Per risolvere il tuo problema potresti provare a metterlo in un sacchetto impermeabile (tipo quelli usati in fotografia subacquea), ma dovresti fare attenzione a sceglierne uno il più neutro possibile perché il sacchetto questo potrebbe introdurre una dominante di colore. Inoltre potrebbe creare riflessi sulla foto.

Se comunque vuoi provare, mandami le immagini del ColorChecker dentro e fuori la custodia con la stessa illuminazione ed esposizione e controllerò per te che effetto ha sul profilo finale.

Intanto un carissimo saluto.
Spero riusciremo a vederci presto in aula non appena ripartiranno i corsi :-)
M.

Dylan Fabiani 18/01/2021 12:54

Ciao Cara Marianna,
come sempre i tuoi articoli sono un concentrato di conoscenza, ed ogni volta non vedo l'ora di leggerli e spremerli a dovere :)
Per ora mi fermo al punto n° 1 e vorrei farti una domanda per chiarire dei dubbi che mi sono sorti durante un confronto a riguardo.
Dopo aver seguito il tuo corso "Scatto Digitale Avanzato" ho iniziato ad approcciarmi in modo diverso allo scatto e il colorcheker è diventato il mio fedele compagno.
Scattando in RAW, impostando in macchina il bilanciamento del bianco in automatico e premurandomi di scattare il colorcheker a fine sessione, ero a posto.
Il bilanciamento del bianco vero e proprio lo avrei fatto velocemente in Adobe Camera RAW in un secondo momento.
Dal confronto ne era uscito che il mio approccio era discutibile mentre la controparte preferiva impostare in macchina la temperatura colore a 5600°K anzichè mantenere in automatico il bilanciamento del bianco.
Ora, considerando che si tratta di metadati che non influenzano in alcun modo la cattura da parte del sensore (sempre scattando in raw) volevo chiederti se il mio approccio era corretto oppure mi sono perso qualche pezzo? :) :)

Grazie mille :)

Marianna Santoni 18/01/2021 13:38

Ciao Dylan,

fai bene ad usare il ColorChecker perché sei più veloce e preciso in postproduzione sia con il bilanciare il bianco sia con qualsiasi altra questione cromatica.

Per quanto riguarda il bilanciamento del bianco in macchina ti confermo che non influenza mai i file RAW se non nell’anteprima. Per questa ragione qualsiasi impostazione in macchina sul bilanciamento del bianco è tanto “corretta” quanto "sbagliata".

Io ai miei corsi consiglio di usare il bilanciamento del bianco in fase di scatto impostato sul simbolo Sole per la ragione per cui permette di avere maggiore controllo sull'esposizione. Infatti l'istogramma e l'avvertimento alte luci sono parametri fortemente influenzati dal bilanciamento del bianco impostato, ma il bilanciamento del bianco appunto modifica solo l'anteprima della fotocamera e non i dati RAW realmente acquisiti, quindi: meglio vedere colori sbagliati in fase di scatto che avere un riscontro totalmente sballato sull'esposizione.

I colori sbagliati di un RAW sono facilmente modificabili in post-produzione con risultati eccellenti, mentre un'esposizione non ottimale può fare danni irreversibili al file. 

Il display delle fotocamere è inaffidabile per giudicare "a occhio" l'esposizione di una foto. L'istogramma e l'avvertimento alte luci (fondamentali per valutare l'esposizione di una foto) sono del tutto inaffidabili se nella fotocamera è stato impostato un qualsiasi bilanciamento del bianco diverso dalla luce diurna. 

Per ripassare tutte le impostazioni fondamentali per la fase di scatto riguarda la ricapitolazione che vi ho fatto in aula alla fine del corso... la trovi nelle ultime pagine degli appunti ;-)

Spero di esserti stata utile e soprattutto spero che questo Covid ci permetterà di riprendere presto il percorso formativo iniziato e anche qualche bella passeggiata insieme in montagna :-)

M.

Salvatore Toscano 16/01/2021 19:50

Molto interessante. Aspetto con ansia il prossimo articolo sul profilo colore incorporato sul software.
Ti volevo chiedere che libro mi potresti consigliare sulla ruota dei colori?
Grazie

Marianna Santoni 17/01/2021 17:09

Ciao Salvatore,
grazie per aver letto l'articolo e per averlo apprezzato.
Per quanto riguarda la tua domanda ti consiglio per cominciare un paio di libri che potrai trovare utili.

Un buon libro sul colore è questo: https://amzn.to/38KIxpX
È in lingua italiana e aiuta a capire meglio il colore a tuttotondo: le miscelazioni che permettono di ottenere i diversi colori, le armonie cromatiche, la relazione tra i colori e i diversi stati d'animo.


Ti consiglio anche quest'altro libro sul colore in inglese: https://amzn.to/3bGkkmo

Non si trova tradotto in italiano, ma è un cult, è ben fatto e aiuta a capire bene come si ottengono i diversi colori.

Sono entrambi libri generici sul colore pensati più per i pittori che per i fotografi, ma... il colore in fotografia non si discosta dai concetti fondamentali legati al colore in pittura quindi potrai trarne comunque un grande vantaggio. 
Spero di esserti stata utile.
M.

Salvatore Toscano 17/01/2021 17:26

Grazie, molto gentile.

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