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Comments
Ciao Marianna,
ci siamo visti ieri a Bologna, gentilmente non ricordo una cosa, una volta impostato su Photoshop impostazioni colore, vado su bridge su quale pulsante devo attivare per sincronizzare tutti i software di Adobe ??? Oppure se c'è un link sul blog così vedo grazie ancora.
Ciao Giuseppe,
che piacere leggerti qui sul blog. Grazie per aver partecipato all'evento di ieri
Per sincronizzare le impostazioni colore tra le diverse applicazioni Adobe (ad esclusione di Lightroom):
- apri Photoshop e seleziona il menu: Modifica —> Impostazioni colore;
- Imposti tutti i parametri e premi il pulsante Salva.
- Ti verrà chiesto di salvare un file .csf, lascia questo file nel percorso predefinito. Assegna solo un nome alla personalizzazione delle impostazioni colore che abbia un senso per te. Ad esempio io ho 3 settaggi: WEB, COMMERCIAL e FINE ART a seconda del tipo di lavoro che devo fare.
- A questo punto su Bridge vai sul menu: Modifica —> Impostazioni colore
- Nella lista dovresti trovare l’impostazione che hai appena salvato. Selezionala e fai clic sul pulsante Applica.
Ti auguro una splendida giornata.
M.
Buongiorno Marianna, complimenti per i tuoi articoli.
Piccolo problema. Ho un monitor Nec di fascia alta, calibrato e profilato, riesco ad ottenere colori fedeli in stampa ma con una gamma bassa (stampe un pò scure e neri chiusi).
Dove dovrei intervenire per risolvere questo Problema?
Grazie
Antonio
Ciao Antonio,
grazie per il tuo messaggio e per i complimenti. Il problema che descrivi è piuttosto comune, anche tra chi utilizza monitor di fascia alta come il tuo NEC.
Potrei risponderti velocemente dicendoti che, semplicemente, la maggior parte dei monitor siano tendenzialmente più luminosi e vivaci di quanto dovrebbero.
Ti do però alcuni chiarimenti in più che penso potranno aiutarti a fare un controllo in più sul tuo flusso di lavoro.
Innanzitutto è importante distinguere tra calibrazione e profilazione del monitor: la calibrazione regola il comportamento del monitor per riportarlo a uno stato standard, mentre la profilazione misura la risposta cromatica del monitor per creare un profilo colore ICC che descrive accuratamente come il monitor riproduce i colori .
Tuttavia, anche con un monitor ben calibrato e profilato, è possibile riscontrare discrepanze tra ciò che si vede a schermo e il risultato stampato, specialmente se le stampe risultano più scure con neri chiusi. Questo può essere dovuto a diversi fattori:
Temperatura colore: Per una corrispondenza ottimale tra monitor e stampa, la temperatura colore del punto di bianco del monitor dovrebbe essere impostata a 6500K (D65), che corrisponde al punto di bianco del monitor
Gamma: Assicurati che il valore di gamma del monitor sia impostato a 2.2, che è lo standard per la maggior parte dei sistemi e garantisce una corretta distribuzione dei toni tra le ombre e le luci .
Gestione del colore in stampa: Verifica che il flusso di lavoro di stampa sia correttamente configurato sia all'interno dei software che usi per lavorare il file sia nel driver della stampante al momento della stampa. È fondamentale utilizzare lo spazio colore giusto in fase di spost-produzione e i profili ICC appropriati per la stampante e il tipo di carta utilizzata, e assicurarsi che una gestione sbagliata del colore non stia alterando i colori in modo indesiderato.
Soft proofing: Utilizza la funzione di soft proofing nel tuo software di editing per simulare a monitor come apparirà l'immagine una volta stampata (prova di stampa a monitor). Questo ti permetterà di apportare eventuali correzioni prima della stampa finale.
Illuminazione ambientale: L'ambiente in cui valuti le stampe può influenzare la percezione dei colori. È consigliabile esaminare le stampe sotto una luce standard D50 per una valutazione accurata.
Luminosità del monitor: Se dopo aver fatto tutte queste verifiche il monitor risultasse ancora troppo luminoso rispetto alle immagini stampate, ti consiglierei di ripetere la profilazione impostando la luminanza del monitor tra 80 e 120 cd/m², a seconda delle condizioni di illuminazione dell'ambiente di lavoro. Procedi così: abbassa gradualmente le candele di 5 in 5 e ripeti la profilazione ogni volta, confronta poi la stampa con il soft proof e ripeti l'operazione fino a quando la luminosità che vedi a monitor non corrisponde il più possibile a quella che vedi in stampa.
In conclusione, anche se la calibrazione e la profilazione del monitor sono passaggi fondamentali, è essenziale considerare l'intero flusso di lavoro, dalla visualizzazione a monitor alla stampa finale, per ottenere risultati coerenti e soddisfacenti. Se desideri approfondire questi aspetti, ti invito a consultare anche gli contenuti formativi disponibili sul mio blog: https://mariannasantoni.com/blog
Spero che queste informazioni ti siano utili.
Un caro saluto,
Marianna
Ciao Marianna,
Complimenti veramente per la tue spiegazioni, ma ancora qualche dubbio in materia.
Uno dei problemi che ho è allineare il mio monitor con il laboratorio di stampa che mi fornisce i fotolibri da dare a i clienti (mi occupo con un collega di matrimoni).
Sia io che il mio collega ci troviamo a non essere uniformati tra di noi pur utilizzando fisicamente le solite attrezzature dalla macchina fotografia alle ottiche e per finire il monitor.
C'è sicuramente un problema del nostro workflow ma non riesco a capire dove.
Grazie mille in anticipo
Simone
Ciao Simone,
capisco i tuoi dubbi. Ci sono passata anche io :-)
La gestione del colore in fotografia non è una questione banale. La buona notizia comunque è che non è difficile, ma bisogna studiare un po'.
Ti faccio qui di seguito alcune domande cruciali che potranno aiutarti a capire su quali aspetti intervenire per capire dov'è il problema:
- scattate in formato RAW?
- usate il ColorChecker in fase di scatto e in fase di sviluppo dei vostri file RAW?
- usate monitor adatto alla postproduzione fotografica? Riescono a visualizzare almeno lo spazio colore Adobe RGB 1998?
- calibrate regolarmente i vostri monitor con un calibratore?
- avete controllato le impostazioni colore dei software che utilizzate? Anche nei software super pro, le impostazioni di default sono quasi sempre impostate per i principianti e non vanno quasi mai bene per un utilizzo professionale.
- come eseguite la post-produzione? Come avete imparato a farla?
- come preparate i file che mandate in stampa? Avete scelto uno stampatore che usa i profili colore di stampa? Usate i profili di stampa dello stampatore prima di inviare i vostri file?
- per valutare la bontà della stampa fotografica e della resa dei colori visualizzate le stampe con un visore oppure con luci d'ambiente?
Attraverso queste domande cerca di capire con il tuo collega a quali sono gli anelli del vostro flusso di lavoro sui quali avete bisogno di intervenire per iniziare a sistemare la gestione del colore nel vostro flusso di lavoro.
Se vorrai scrivimi qui cosa avete capito e proverò ad aiutarvi con risposte più specifiche.
Tieni anche conto che nei prossimi mesi scriverò un articolo di approfondimento su questi temi e ti avvertirò non appena sarà on line.
Intanto spero di esserti stata utile e ti mando un carissimo saluto.
M.
Ciao Simone,
come promesso ti mando il link al nuovo articolo che ho scritto dove spiego come impostare un flusso di lavoro fotografico a prova di problemi cromatici.
Spero ti sarà d'aiuto.
Fammi sapere :-).
M.
Ciao Marianna! Come ti avevo accennato c'è una parte del tuo tutorial dove mi piacerebbe intervenire, esattamente sul punto 3 della parte "Quando dovresti occuparti della gestione del colore?". Ecco, vorrei dirti quello che penso. Molte volte mi arrivano per la stampa file enormi perchè le persone pensano di facilitare il compito dello stampatore fornendogli file nella misura finale a 300ppi. A parte il fatto che sono del parere che i Rip delle stampanti possono funzionare meglio di una interpolazione di Photoshop, ed a parte che personalmente uso un software che usa la tecnologia dei frattali (che nella maggior parte dei casi funziona meglio della interpolazione, soprattutto se non ci sono testi), c'è da aggiungere che le stampanti attualmente sul mercato non arrivano mai ad una risoluzione di stampa di 300ppi e questo comporta che i poveri file vengono trattati come degli organetti, ingranditi dal cliente e ridotti dai Rip. Secondo me sarebbe la cosa migliore lasciare i file alla risoluzione nativa e fare in modo che dell'eventuale ingrandimento se ne occupi chi esegue la stampa. Se non sei d'accordo dimmelo, ma fammi capire dove eventualmente sbaglio. Grazie!
Sono d'accordo con te sul fatto che il RIP esegue un buon adattamento della foto alla misura finale e il risultato è spesso migliore rispetto a quello che la maggior parte degli utenti riescono ad ottenere con Photoshop®.
Pochi sanno eseguire bene un ricampionamento (sia di ingrandimento sia di riduzione) e pochissimi, più in generale, sanno come preparare un file per la stampa. Tra i primi errori c'è proprio quello di non interfacciarsi con lo stampatore per chiedere a quale risoluzione sarà stampata la foto e con quale profilo. Ci sono anche altri aspetti che molti utenti non considerano. Giusto per citarne alcuni: la distanza alla quale la foto sarà guardata, la tipologia e la direzione della luce che la illuminerà, la texture della carta, la tipologia dell'eventuale vetro utilizzato, il colore della parete e del contesto nel quale la foto sarà collocata... e molti molti altri aspetti. Altri errori fatti a monte e sono anche più gravi: molti hanno dubbi sulla profondità di bit e lo spazio di lavoro da utilizzare in post-produzione e tanti non sanno quale tipologia di interventi andrebbe eseguita in fase di sviluppo del RAW e quale in Photoshop® così capita che molte lavorazioni che vengono eseguite danneggino il file invece di migliorarlo.
In generale, se non ci si sente davvero sicuri, sono d'accordo con te che la cosa migliore è fare il meno possibile e affidarsi a un altro professionista, quindi volendo anche allo stampatore stesso, sia per il ricampionamento sia per la gestione dei profili colore e tutto il resto.
Consiglio di fornire l'immagine già adattata alla misura finale solo quando si ha la reale necessità di gestire in modo ottimale la nitidezza della foto, l'applicazione di un'eventuale grana e in pochi altri casi... ma come al solito si deve saperlo fare altrimenti si fa più danno che altro.
Come da sempre, competente, chiara e precisa. Grazie Marianna
Ti auguro tutto il meglio.
Ciao Marianna carissima! Grazie per questo bel messaggio! Sei sempre speciale!
Questa volta ti ho risposto tardi perché sono in trasferta da qualche giorno e il tempo libero si è un po' assottigliato. Ti mando un grande abbraccio e spero di riabbracciarti presto a Napoli.
questo blog permetterà di apprendere nozioni intelligenti, già questo è un ottimo presupposto, per cui ti ringrazio e resto in attesa di capire come utilizzare il ColorChecker, nel frattempo gli darò una spolverata.
Un saluto
Paolo
Ho voluto con tanta passione questo blog e per me è una gran gioia poter continuare a condividere anche qui tanti spunti importanti e utili per tutti i colleghi e gli appassionati.
Le informazioni di cui hai bisogno sul ColorChecker usciranno molto molto presto. Intanto ti mando un carissimo saluto e a presto!
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