20.000 ISO sotto i mari

Un tuffo nella fotografia sportiva e subacquea.
Storia di un nuotatore diventato fotografo per brand globali.

Data pubblicazione: 16 Settembre 2025
Scritto da Marianna Santoni e Laura Bessega
Cosa imparerai da questo articolo:

    Dagli esperimenti
    da fotoamatore... 
    agli ingaggi professionali

    ... in meno in un anno.

     

     

    Soggetti in movimento, colori impossibili, luci difficili e ISO altissimi.

    Sfide comuni alla maggior parte dei fotografi.

    Sott’acqua, però, è tutto più difficile e la fotografia sportiva subacquea mette costantemente sotto stress l’intero flusso di lavoro, dallo scatto alla post-produzione fino all’output.

    La storia di Alessandro Evangelista ci porta dalla piscina alle campagne per brand globali, raccontando una crescita fatta di errori utili, ostinazione e studio... a dimostrazione del fatto che la fortuna non si aspetta: si costruisce.

     

    C’è chi l’acqua la attraversa e chi prova a raccontarla.

    Alessandro fa entrambe le cose.
    È cresciuto nuotando tra corsie, virate e cloro; poi ha voluto cercare la forma più spettacolare per restituire, a chi guarda da fuori, colori, gesti e respiri sott’acqua.

    L’ho incontrato nelle mie classi due anni fa e ho avuto il privilegio di seguirne da vicino la crescita: dalla GoPro in piscina per passione agli shooting underwater per marchi internazionali.

    Questa intervista ripercorre la mappa di quel percorso: dagli inizi sott’acqua alla consapevolezza tecnica che permette di consegnare file puliti, affidabili e ad alta risoluzione, capaci di reggere stampa e close-up.

    Ripercorriamo anche gli step con cui ha aumentato le sue competenze: la piscina come banco di prova — luci difficili, dominanti cromatiche, rumore — e il passaggio a un metodo solido in ripresa e in post-produzione.

    Un confronto sincero su errori, soluzioni e criteri replicabili: come governare la luce “ostile” di una piscina, preservare texture e incarnati (anche a ISO altissimi) e costruire un flusso di lavoro che non cede davanti alla stampa... nemmeno quando l’immagine diventa grande come un palazzo.

    Un percorso onesto, con inciampi e svolte vere, che mostra come la tecnica possa servire l’immagine e non il contrario.

    Ora trattieni il respiro e immergiti nel suo mondo.

     

     

     

    Storia di un nuotatore
    diventato fotografo per brand globali.

    Mi chiamo Alessandro Evangelista, ho 45 anni e vivo a Roma.

    Da 18 anni lavoro in banca: è una professione che mi piace e mi dà tante soddisfazioni.

    Accanto al lavoro ho coltivato due grandi passioni: il nuoto e la fotografia. 
    Sono nuotatore da 35 anni con un passato agonistico alle spalle e tuttora mi alleno 3-5 volte a settimana, gareggiando nei Master di nuoto.
    La fotografia è diventata il mio hobby circa 17 anni fa proprio a bordo piscina.

    Oggi mi occupo principalmente di fotografia sportiva e vengo ingaggiato da alcuni grandi brand per campagne pubblicitarie internazionali.

    Oltre al nuoto, riprendo anche la pallavolo e, quando posso, i paesaggi di Roma, in particolare l’Appia Antica. Di recente una mia immagine è stata selezionata da Assouline® - prestigiosa casa editrice francese - per un volume dedicato alla città: una piccola soddisfazione che conferma la strada che ho intrapreso.

    Alcune foto subacquee di Alessandro Evangelista pubblicate da Arena® e Vadox® Cile nei loro canali ufficiali.

     

    Come si è sviluppato il tuo interesse
    per la fotografia subacquea?

     

    Il mio rapporto con la fotografia è iniziato con una compatta facendo video in piscina e durante le trasferte con la mia squadra. Poi una GoPro mi ha dato modo di cominciare a scattare anche sott’acqua. All’epoca, però, non sapevo nulla di fotografia. Facevo tutto in modo istintivo.

    La svolta c’è stata durante la pandemia: volevo dare spazio a quella che avevo capito essere una vera passione: la fotografia subacquea. Così ho approfittato della pandemia per iniziare a studiare seriamente.

    Sono passato subito a una Sony mirrorless semiprofessionale e durante l'estate del 2022 ho iniziato a immergerla usando sacchetti impermeabili. Purtroppo ho capito presto che così impermeabili non erano e di lì a un mese - a settembre 2022 - ho acquistato uno scafandro.

    Sopra alcuni scatti di backstage in piscina.
    Nella foto grande:
    Alessandro Evangelista mentre nuota fotografato dal suo amico e collega Jacopo Della Valle, entrambi allievi di Marianna Santoni.

    Pur avendo buona attrezzatura
    avevo problemi di disturbo anche a ISO bassi. 

    Per non aumentare troppo gli ISO
    rischiavo spesso il micromosso
    oppure una profondità di campo eccessivamente ridotta
    e le foto non sembravano mai del tutto a fuoco.

    ALESSANDRO EVANGELISTA

     

    Quali sono le sfide tecniche più grandi
    che hai incontrato?

     

    Scattare sott’acqua è una sfida contro ogni logica... ma non per le ragioni che ci si immagina.

    Quello che a molti sembra l’ostacolo più grande è dover restare in acqua per ore, scattando in apnea. Per me, invece, è la parte più naturale: nuoto da anni e l’acqua è il mio habitat, non mi crea insofferenza.

    I miei problemi sono altrove: la piscina è una trappola per ogni fotografo.

    Innanzitutto, i costi.

    Utilizzo uno scafandro relativamente economico, intorno ai 500 €, ma ogni obiettivo richiede un barilotto (dome port) dedicato, specifico per la sua lunghezza focale e il suo diametro.
    Scafandrare la fotocamera è una spesa.

    Poi ci sono i mille problemi tecnici: una fotocamera dentro la custodia subacquea è più ingombrante da manovrare e non hai tutte le impostazioni a disposizione.

    Alcune impostazioni piuttosto decisive devi prevederle prima di entrare in acqua, quindi devi avere le ideee chiare in anticipo sul tipo di foto che vuoi fare. Per esempio, prima di montare lo scafandro, devi impostare la modalità di messa a fuoco e scegliere dove spostare il punto di messa a fuoco. Devi scegliere in anticipo anche l'obiettivo. Per cambiare ottica devi aprire lo scafandro; se entra una goccia d'acqua si appanna tutto e lo shooting è finito.

    Poi c'è il problema del surriscaldamento. Se stai troppo in acqua la fotocamera si spegne per protezione: se fai foto hai un'ora di tempo massimo, se fai video appena 15 minuti... poi la fotocamera si spegne.

    Inoltre il surriscaldamento del sensore aumenta esponenzialmente il disturbo nel file*.

    Poi c'è la sfida della composizione perché in acqua tutto si muove: i nuotatori, io, l’acqua stessa.

    Dal punto di vista tecnico la maggiore criticità è la luce: sott’acqua è sempre debole, nelle piscine al coperto lo è ancora di più.
    Per congelare l’azione servono ISO altissimi.

    Poi quando riesci a portare a casa un bel momento e vorresti esultare... sai che sta per iniziare il tuo peggiore incubo: la post-produzione.

    Un problema è il colore: è tutto blu con note di verde. Le dominanti cromatiche molto forti che rendono le foto piatte e senza speranza e restituire una cromia naturale agli incarnati, mantenendo una bella atmosfera, è complicatissimo.

    Inoltre l’acqua non è mai limpida, è torbida e crea una velatura difficile da togliere: basta essere a due metri dal soggetto e sembra la nebbia in Val Padana. Praticamente non si vede più niente.

    A patto di riuscire a risolvere queste difficoltà senza spappolare i pixel, c’è poi un’altra questione: anche quando pensi di aver fatto lo scatto migliore, basta ingrandire l'immagine per distruggere ogni entusiasmo.

    Il rischio del micromosso è sempre dietro l'angolo. Se si apre troppo il diaframma, la profondità di campo è insufficiente e parti importanti della foto non vengono a fuoco.

    Ma anche se si riescono a superare tutte queste difficoltà, rimane il disturbo, presente anche a ISO bassi. Ricordo che prima dei corsi con Marianna rimuovevo il rumore in post-produzione, ma tutto diventava impastato e sembrava plasticoso.

    Le mie foto erano piatte, prive di tridimensionalità e mai del tutto nitide. Dopo cè stata una svolta: nuove competenze avanzate hanno cambiato completamente le mie immagini.

     

    * La dark current è tra le cause di maggiore degradazione per una fotografia digitale e cresce con la temperatura del sensore/camera.

    Lacqua che ha rovinato la mia fotocamera...

    in realtà ha salvato la mia carriera 

    Ovvero: Manuale Pratico per Rovinare Una Fotocamera (e farsi notare da Arena®)

     

    Dopo un periodo di sperimentazioni con la GoPro nel 2023 era arrivato il momento di lasciarla in favore di una mirrorless. Non avevo ancora uno scafandro e la proteggevo con buste di plastica impermeabili progettate per gli scatti sott’acqua.

    Un giorno una di queste si è bucata e la fotocamera si è riempita d’acqua: ho rischiato di buttare quasi tutto il lavoro.

    Mi sono detto basta, che era ora di smettere.

    Quella sera ho pubblicato un paio di foto che si erano salvate e, siccome il mio soggetto indossava i costumi Arena®, ho taggato l'azienda.

    Dopo pochi giorni ho ricevuto un messaggio in DM: Arena® voleva affidarmi lo shooting underwater della collezione Fall Winter 2024.

    Paradossalmente, proprio l’immagine che mi aveva fatto pensare di abbandonare la fotografia subacquea è stata quella che mi ha aperto la porta di un'azienda leader internazionale nell’abbigliamento per il nuoto sportivo.

    Dal like alla stampa

    La sfida di costruire file affidabili.

     

    Un’opportunità da sogno quella con Arena®, ma non ero tranquillo. Non si trattava solo di passare da foto emozionali a foto di prodotto (in cui il prodotto doveva vedersi bene). Le foto erano belle e avevano fatto presa, ma il problema era che non mi sentivo sicuro tecnicamente: le immagini sui social funzionavano, ma sulla stampa capivo di avere grossi limiti. Arena® pubblica tantissime campagne in tutto il mondo e avrei dovuto consegnare file in alta risoluzione. Non mi sentivo a mio agio, ero allo sbaraglio.

    Ma sapevo di dovermi presentare all’altezza dell’occasione che mi era stata data e capivo che mi servivano maggiori competenze su tecniche avanzate, sia in ripresa sia in post-produzione.
    Volevo ottenere foto più nitide, guadagnare velocità in post-produzione e fare in modo che le mie foto comunicassero professionalità in ogni senso.

     

    Le mie foto per Arena® in Corea...
    stampate grandi come palazzi

     

    Nelle foto qui sotto alcune immagini stampate grandi come palazzi a Seoul.

     

    Le foto di Alessandro Evangelista scattate per Arena® alla collezione Fall Winter 2024 andarono molto bene.
    Poco tempo dopo le stesse foto furono utilizzate in Corea per l'allestimento di un Pop Up Store a Seoul in occasione dei 50 anni di Arena®.

    Quando vuoi raggiungere
    risultati fuori dal comune,

    servono competenze
    fuori dal comune.

    Poteva sembrare un punto darrivo...

    Invece è stato un giro di boa.

     

    L’intuizione artistica che mi aveva portato a creare un certo tipo di foto subacquee mi stava regalando un’opportunità irripetibile con un grande brand, ma questo episodio aveva anche portato a galla tutte le mie insicurezze tecniche.

    Volevo sentirmi più sicuro e meritarmi di lavorare con le aziende migliori: riuscire ad attrarle e a tenermele.

    Sotto la superficie

    Le problematiche tecniche più importanti che si incontrano nelle fotografia subacquea

     

    Cromie impossibili

    • Dominanti cromatiche forti dovute al colore dell’acqua, che rendono molto difficile arrivare a colori naturali in post-produzione.
    • Incarnati difficili: la pelle in acqua è verde-blu e ottenere un incarnato piacevole in post-produzione è complicato.

     

    Contrasti molto bassi

    • Lacqua spesso torbida crea immagini estremamente piatte.
    • A volte basta essere a due metri dal soggetto per non vedere più nulla.

     

    Scarsa nitidezza

    • Micromosso o profondità di campo insufficiente. Queste problematiche sono il prezzo da pagare quando si ha paura di alzare gli ISO. Si finisce per rimbalzare tra i tre fuochi che segnano l’inferno della scarsa nitidezza che da un lato porta a foto sfocate con profondità di campo insufficiente, dall’altro a foto micromosse e dall’altro ancora a foto piene di disturbo.
    • Rumore evidente anche a ISO bassi, soprattutto nelle ombre. A volte ISO bassi non sono la soluzione. Perfino a ISO bassi e con attrezzatura costosa spesso le ombre non appaiono nitide.

     

    Troppo tempo in post-produzione

    • Per ottenere lo stile fotografico desiderato.
    • Per arginare mille problematiche e incertezze tecniche.

     

    Incertezza in stampa

    • Incertezza in fase di stampa (profili colore, ricampionamenti, rumore): per molti fotografi la stampa è un salto nel buio e spesso rappresenta una forte incognita: molti trovano difficile avere il controllo al 100% sulla resa reale (sia cromatica sia dei dettagli) del risultato in stampa.
    • Problemi cromatici e di nitidezza anche sul web: senza un’ottimizzazione in output dei file destinati al web le foto online spesso presentano colori alterati e una forte compressione JPEG che rovina molto del duro lavoro fatto per ottenere immagini di alta qualità.

    Foto originali prima della post-produzione

     

    Questi scatti danno un’idea della difficoltà legata alla post-produzione di foto subacquee:

    • colori con forti dominanti cromatiche;
    • foto molto piatte a causa dell’acqua spesso torbida;
    • soggetti in movimento in condizioni di scarsa luce che costringono a scattare a ISO altissimi.

    Non esistono scorciatoie
    per acquisire una vera competenza.

    Da "The Making of an Expert"
    Harvard Business Review,
    lug–ago 2007

    Imparare ad imparare:

    il ruolo di un mentore... anzi due.

     

    Nel mio percorso ho avuto un mentore importante: Jacopo Della Valle.

    È un mio collega in banca, un caro amico ed è anche un grande fotografo e viaggiatore. Ha rappresentato la mia bussola: mi ha insegnato molto e incoraggiato a continuare con la fotografia anche quando tutto sembrava perduto.

    È stato Jacopo a darmi tutti i primi erudimenti fondamentali, a correggermi e a trasmettermi quelle competenze che mi hanno fatto capire quanto studiare avrebbe fatto la differenza.

    A un certo punto però mi ha detto che era arrivato il momento di fare sul serio: dovevo conoscere Marianna Santoni, la persona con la quale lui stesso aveva studiato.

    In realtà Marianna era già “entrata” nel mio flusso di lavoro prima ancora che io entrassi nelle sue classi: Jacopo è suo allievo e mi ha aiutato con alcune correzioni insegnandomi le prime cose. Mi era ormai chiaro quanto il metodo che aveva acquisito facesse la differenza.

    Marianna arriva dappertutto ;-)

    Da quel momento ho iniziato i corsi con lei.

     Alessandro Evangelista e Jacopo Della Valle, amici, colleghi in banca ed entrambi allievi di Marianna Santoni.

    “Se vuoi arrivare primo
    corri da solo,

    se vuoi arrivare lontano,
    cammina insieme”.

    Alessandro Evangelista in aula con Marianna Santoni nella sede dei suoi corsi a Milano.

    Marianna ha una capacità rara:
    sa spiegare con chiarezza
    aspetti anche molto tecnici.

    Sempre con un pizzico di ironia,
    ma senza semplicismi.

    ALESSANDRO EVANGELISTA

    Lincontro con Marianna Santoni

     

    Il miglioramento è stato netto

    File più puliti e nitidi, colori brillanti e tridimensionali, meno tempo in post-produzione... e più sicurezza con i clienti.

    Ho iniziato dal corso di Scatto Digitale Avanzato: mi ha permesso di comprendere a fondo il funzionamento della mia fotocamera e di capire gestire le condizioni di scatto più difficili. Ho acquisito una serie di tecniche salvavita, concrete e applicabili a diverse situazioni critiche, che si adattano perfettamente anche alla fotografia subacquea.

    Il corso sullo Sviluppo Avanzato dei file RAW mi ha permesso di arrivare molto più rapidamente ai colori e a quella tridimensionalità che avevo in mente ma non avevo ancora raggiunto. Sott’acqua i colori della pelle sono stravolti e tutto assume una tonalità che tende all’azzurro. Prima del corso cercavo di recuperarli a occhio, ma si sfaldavano. La svolta è stata imparare a leggere i valori numerici dei colori e a fare una correzione cromatica non solo visiva ma anche basata sui numeri. Questa tecnica da un lato mi permette di ottenere risultati cromatici naturali che tengono conto sia dell’ambiente sia della persona, e che mi danno sempre una conferma non solo percettiva, ma anche scientifica che sto facendo la cosa giusta.

    Marianna ha accelerato la mia crescita e la mia sicurezza tecnica in modo esponenziale.

     

    Un episodio emblematico

    Tempo fa ho avuto una disavventura sul lavoro e ho capito ancora di più il valore delle competenze che ho acquisito con Marianna.

    Durante uno shooting per una grande multinazionale, ho inavvertitamente impostato la macchina fotografica dalla modalità full frame ad APS-C. Un dramma: le immagini erano povere di informazioni, i file pesavano la metà ed erano anche scattati in ambiente poco luminoso. Ho potuto recuperarle completamente in post-produzione solo grazie a quello che avevo imparato da Marianna.

    Senza i suoi corsi, non avrei saputo dove mettere le mani e probabilmente non avrei nemmeno consegnato il lavoro.

     

    Come ti sei trovato in aula?

    Non ho un confronto con altri corsi di fotografia, ma ho frequentato tanti corsi in altri ambiti: la differenza qui non è solo il livello dei contenuti, ma anche la qualità dell’attenzione.

    Nessuno mi ha colpito come Marianna per la passione e il coinvolgimento con cui spiega anche argomenti meramente tecnici. Ascoltarla è davvero piacevole e credo che questo favorisca l’apprendimento. Riesce a tenere l’attenzione altissima per ore.

    È come stare in estasi. Ti conquista da tutti i punti di vista. Ricorda quei professori universitari che ti catturano completamente e di cui non vedi l’ora di ascoltare le lezioni.

    Si capisce che c’è un livello superiore rispetto alla media. 

    Anche le pause nei suoi corsi diventano un momento di apprendimento.

    Con Marianna Santoni ho toccato con mano che ci sono persone che hanno fatto di questo lavoro un’eccellenza nel loro campo e ho capito concretamente cosa significa raggiungerla.

    C’è un momento in cui la tecnica
    smette di frenarti
    e comincia a liberarti.

    È lì che le immagini iniziano davvero a respirare.

    ALESSANDRO EVANGELISTA

    Corso dopo corso,

    le foto hanno cominciato a respirare.

     

     

    Negli esempi qui sotto puoi vedere come, pur partendo da scatti realizzati in condizioni difficili è possibile ottenere:

    • colori naturali;
    • tridimensionalità;
    • brillantezza;
    • uniformità cromatica e stilistica tra le foto anche molto diverse tra loro.

    Foto prima-dopo
    Risultato dopo il corso
    sullo Sviluppo Avanzato RAW

    Sposta il cursore.

    Guarda due prima-dopo
    più da vicino:

    Sposta il cursore.

     

    Negli esempi qui sotto - più nel dettaglio - puoi vedere una post-produzione che permette di portare a termine appieno la visione di un fotografo.

    Allenati a diventare raro.

    Le competenze comuni hanno un prezzo.

    Quelle straordinarie hanno un valore.

    MARIANNA SANTONI

    FOTO SUBACQUEA IN PISCINA

    Foto subacquea: © Alessandro Evangelista, fotografo professionista, allievo di Marianna Santoni.
    Questa foto è stata scattata in condizioni critiche, tipiche delle foto subacquee: forti dominanti dovute al colore dell’acqua e scarsa luce.

    La foto è stata post-prodotta usando Lightroom®.
    Dopo lo sviluppo in Lightroom è stato fatto un intervento finale in Photoshop® per affinare ulteriormente le linee dello sfondo.

    FOTO SUBACQUEA IN PISCINA

    Foto subacquea: © Alessandro Evangelista, fotografo professionista, allievo di Marianna Santoni.
    Questa foto è stata scattata in condizioni critiche, tipiche delle foto subacquee: forti dominanti dovute al colore dell’acqua e scarsa luce.

    La foto è stata post-prodotta usando Lightroom®.
    Dopo lo sviluppo in Lightroom è stato fatto un intervento finale in Photoshop® per allargare il frame e trasformarlo da verticale a orizzontale.

    Tenere il respiro, tenere il dettaglio

    Come si costruisce un’immagine che regge il close-up

     

    Prima dei corsi con Marianna, facevo le foto di Batman: sempre scure, con tanto rumore perché avevo paura di alzare gli ISO a valori che ritenevo improponibili... Oggi scatto serenamente anche a 51.200 ISO e le foto hanno finalmente dettaglio.

    Qui sotto ti mostro alcuni esempi di come i miei scatti sono migliorati tecnicamente dopo i corsi con Marianna Santoni.

    Guarda uno
    zoom 100%:

    51.200 ISO

    Foto in condizioni di scarsa luce,
    con soggetto in rapido movimento
    e alti ISO.

    Zoom 100%

    Scopri di più

    Sii così bravo che non possano ignorarti.

    Un consiglio del comico Steve Martin
    agli aspiranti artisti, al talk show di Charlie Rose
    (dicembre 2007).

    Nuotare e raccontare:

    una storia di tecnica e visione

    Negli ultimi due anni - con più esperienza e con le competenze acquisite con Marianna - ho iniziato a dominare caos, luce, colore e movimento.

    Ho fatto un grande salto con la fotografia e le mie immagini sono diventate un gran bel biglietto da visita.

    Mi sono misurato con shooting ad alti livelli in Francia, Tenerife e ho realizzato tre diversi lavori per Arena® per il sito e una campagna di affissione in Corea in un pop-up store a Seoul allestito per il lancio della collezione del 50º anniversario di Arena®… con stampe delle mie foto grandi come un palazzo.

    Pochi mesi fa ho realizzato alcuni scatti pubblicitari, sempre sott’acqua, per Boneswimmer® per la prossima collezione. Ho scattato sempre underwater anche per Vadox®, una società internazionale che produce costumi da competizione a livello mondiale e ho ricoperto diversi incarichi come fotografo per l'azienda austriaca Jaze Swim®. Da poco una coppia di amici mi ha commissionato una foto sott’acqua di loro insieme poiché entrambi sono due ex nuotatori.

    Inoltre con la pallavolo, vengo spesso ingaggiato da diverse squadre per gli scatti durante le partite (fare delle belle foto nelle serie minori della pallavolo è molto difficile, perché i campi non godono dell’illuminazione dei grandi palazzetti, quindi occorre padroneggiare bene sia scatto che post-produzione).

    Sentendomi più sicuro tecnicamente, si è allargato gradualmente il ventaglio dei clienti che posso soddisfare e che sono diventati via via più prestigiosi.

    Dopo il primo incarico gestito dalla sede europea, quest’estate mi ha contattato per la prima volta la filiale coreana di Arena®, perché hanno visto le mie foto e le hanno apprezzate. Malgrado tutto mi sono stupito. Ho anche chiesto loro: "Ma siete sicuri che le foto che avete visto siano le mie?!" Perché ci sono tanti fotografi che hanno fatto le foto per Arena®. Erano proprio certi e volevano fare uno shooting proprio con me per le campagne in Corea. Ci siamo organizzati, ma poi, per motivi prettamente logistici non sono riusciti a organizzarlo in Italia, però per me è stata un’altra grande soddisfazione a conferma del fatto che sto crescendo nella direzione giusta.

    In fondo ho iniziato a studiare fotografia durante la Pandemia.
    Nel 2022 non sapevo ancora cosa fosse un RAW.

    Marianna mi ha permesso di fare velocemente un salto tecnico che non avrei mai immaginato.

    Da quando ho iniziato
    a studiare seriamente,
    le foto hanno cambiato voce.

    È come se avessero trovato finalmente
    il loro ritmo, il loro respiro.

    ALESSANDRO EVANGELISTA
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