Cliccando sul pulsante "Accetta tutti i cookie": l’utente accetta di memorizzare tutti i cookie sul suo dispositivo.
Cliccando su "Impostazioni cookie": l’utente sceglie le tipologie di cookie che saranno memorizzate nel suo dispositivo.
Un numero sempre crescente di fotografi ha capito che per dare vita ad un progetto fotografico d'impatto è importante, in fase di post-produzione, saper ottenere colori armoniosi e uno stile riconoscibile.
Per questa ragione una delle problematiche che tanti fotografi e post-produttori mi pongono sempre più spesso durante i miei corsi è:
L’argomento è diventato ancora più caldo negli ultimi giorni quando ho fatto un post sull’argomento mostrando queste foto.
Se guardi le foto originali di questo servizio fotografico ti accorgi subito che le immagini presentano:
Il cliente chiedeva uniformità cromatica tra tutte le foto e ha consegnato al fotografo un moodboard di colori da emulare.
In questo caso c'era anche una sfida in più... non cambiare il colore reale degli abiti.
Non sto parlando di applicare un Preset di Lightroom, sperare che funzioni e semmai eliminare le foto che non si armonizzano.
Sto parlando di riuscire ad ottenere armonia cromatica tra foto anche molto diverse tra loro… in TUTTE le situazioni, anche le più diverse tra loro.
Scommetterei che capitano anche a te cose così:
Capita anche a te, vero?
La questione dell’uniformità cromatica tra foto diverse è oggi una delle frustrazioni più diffuse tra i fotografi che non si accontentano e se stai leggendo questo articolo probabilmente sei uno di loro.
Di seguito ti mostro alcuni account Instagram di grande impatto che sono attenti all'armonia cromatica delle foto che pubblicano.
Qui sotto ti mostro un esempio di un servizio fotografico per una coppia di stranieri in vacanza in Italia a Capri, fotografati da Pasquale Andreotti, un fotografo allievo dei miei corsi specializzato in destination wedding.
Queste foto sono state scattate in una situazione tipica per chiunque si occupi di fotografia di matrimonio o anche semplicemente di ritrattistica a luce naturale.
In queste foto ho puntato ad ottenere uno stile elegante, romantico e pulito.
Queste foto hanno tutte uno stesso stile e i colori sono tutti in armonia tra loro.
In questo gruppo di foto ho ottenuto l’uniformità cromatica che desideravo scegliendo di non applicare effetti cromatici o filtri strani che stravolgessero i colori della foto.
Grazie a questo trattamento le immagini continuano a trasmettere la sensazione di una luce naturale, ma più avvolgente e piacevole.
Questa uniformità cromatica accorda le foto su un gusto "contemporaneo” e minimalista e, allo stesso tempo, le aiuta anche a diventare "eterne”, superando le mode del momento.
Una post-produzione con questo approccio è ideale per tutti quei fotografi che amano valorizzare al massimo la bellezza intrinseca dei propri scatti, senza travolgerli e senza ricorrere a photoshoppate pesanti o ad effetti strani… spesso usate come stratagemma da chi ha bisogno di dare “un che” a foto forse troppo deboli.
Una semplice uniformità cromatica, elegante e ben fatta è esattamente quello che, sempre di più, stanno cercando i fotografi migliori.
Fortunatamente tutto questo è esattamente quello che stanno cercando anche i clienti migliori, quelli abituati al bello e quelli con un maggiore potere di spesa.
Potenzialmente i tuoi referenti/clienti migliori.
Qui sotto ti mostro un altro trattamento in cui ho sperimentato una cromia più personale.
Ho potuto ottenere questo risultato velocemente dopo aver prima equalizzato tutte le foto.
In questa versione ho depotenziato l'azzurro del cielo a vantaggio del rosa del vestito e dei verdi della vegetazione.
Se guardi le foto nella loro versione originale ti accorgi che sono state scattate in ambienti diversi e che quindi presentano forti differenze di luce, contrasto e colore:
A questi problemi abbastanza tipici spesso se ne sommano anche altri:
In post-produzione ti è sicuramente capitato di trovarti in situazioni simili.
Quando le foto sono così tanto diverse tra loro può essere veramente complicato armonizzarle per chiunque desideri presentare un lavoro con un certo stile e uniformità cromatica.
Cosa vedi quando sei davanti al monitor?
Vedi le foto tutte diverse tra loro e non capisci come uniformarle.
L'uniformità cromatica sta diventando sempre più importante nella fotografia e solo pochissimi riescono davvero a capire come raggiungerla.
Molti non ottengono quello che vorrebbero e si accontentano… ma è un boomerang.
Indipendentemente dal fatto che la fotografia sia la tua professione o semplicemente un hobby dovresti considerare l'uniformità cromatica tra i fattori che hanno maggiore impatto su chi guarda le tue foto... indipendentemente dalle competenze e dal gusto della tua audience.
È il cinema che ci sta educando da anni ad apprezzare tutto questo… e ne siamo diventati quasi “dipendenti”.
I vantaggi dell’uniformità cromatica in un progetto fotografico sono diversi:
"Approximate Joy", un progetto fotografico sulla Cina contemporanea realizzato da Christopher Anderson (fotografo dell'agenzia Magnum) e pubblicato dall'editore Stanley Barker.
Ti è mai capitato di non riuscire ad ottenere i colori che avevi in mente?
Ti è mai capitato di ottenere un certo effetto che ti piaceva su una foto e non essere poi in grado di replicarlo sulle altre?
Ogni qualvolta mi sono imbattuta in qualcuno che cercasse di spiegare come ottenere uniformità cromatica in foto diverse ho trovato sempre solo due tipi di approcci:
I tanti commenti che ho letto sotto il post dello scorso giovedì mi hanno confermato questa idea che mi ero fatta.
Se ti fa piacere fai clic sulle due foto qui sotto per entrare nei 2 post e leggere tutte le tecniche che tanti fotografi e post-produttori hanno condiviso sul tema dell'uniformità cromatica nella foto.
Secondo te quale Preset utilizzo?
Mi crederesti se ti dicessi che in tutti gli esempi di questa pagina NON ho usato preset.
NON ho usato Photoshop.
NON ho usato software o plug-in di terze parti.
Ho impiegato circa 5 minuti, forse 10 considerando che la maggior parte di queste foto le ho trattate in classe in questo corso e dovevo spiegare quello che facevo mentre lo facevo.
La spiegazione di questi passaggi è durata solo 5 minuti perché avevo già avuto 3 giorni di tempo per spiegare il metodo di lavoro e tutti i vari cursori e pennelli da usare.
Per arrivare all'uniformità cromatica che desideravo in qualsiasi gruppo di foto che vedi in questa pagina ho usato solo Adobe Camera RAW.
Puoi comunque ottenere lo stesso risultato anche con Lightroom, Capture One o qualsiasi altro software di sviluppo dei file RAW.
Un METODO di lavoro valido è indipendente rispetto al software che utilizzi.
Oggi come oggi la differenza maggiore tra un software e l’altro non è tanto in termini di qualità del file quanto piuttosto nella velocità di lavorazione.
Anche il ritratto i controluce della donna l’ho ritoccato in modo così naturale usando solo Camera RAW.
Piuttosto voglio dirti che, probabilmente, non stai sfruttando appieno il software che utilizzi per lo sviluppo dei tuoi file RAW (Lightroom, Camera RAW, Capture One o qualsiasi altro software).
Il fatto di non sfruttare appieno le potenzialità del software che hai scelto ti fa perdere molto più tempo del necessario e non ti fa raggiungere i risultati e la qualità che vorresti.
La prima cosa da fare sempre in qualsiasi tipo di servizio fotografico è neutralizzare tutte le dominanti delle tue foto ed uniformarle tra loro. Solo dopo questo passaggio, se vuoi, puoi applicare eventuali effetti cromatici.
Se parti dalla fine è la fine.
Se cerchi di ottenere una cromia personale e interessante usando il bilanciamento del bianco è la fine… perderai un sacco di tempo senza ottenere nulla di buono.
Se pensi di giocare con il Pannello Color Grading senza aver prima preparato ed equalizzato le immagini nel modo giusto, perderai solo tempo.
Qualsiasi effetto cromatico o creativo in generale va applicato sempre e solo dopo aver equalizzato tutte le immagini altrimenti le foto continueranno ad apparire tutte diverse tra loro.
Per capire cosa intendo quando parlo di "equalizzare le immagini" ripensa alla prima versione in questa pagina del servizio fotografico della coppia a Capri, oppure guarda queste foto qui sotto.
Qui di seguito ti scrivo più nel dettaglio l’intera procedura che utilizzo per creare uniformità cromatica tra foto diverse.
Il metodo che uso è sempre lo stesso e fondamentalmente non cambia se devo lavorare file per una rivista, per la mostra di un grande autore, o per una pubblicazione... è la stessa che utilizzo perfino per armonizzare le foto delle mie vacanze.
È lo stesso metodo che ho utilizzato per lavorare tutte le foto di questa pagina.
Dopo aver scelto la foto più adatta sono andata avanti con i passaggi che ti scrivo di seguito:
Quando faccio il color grading in Photoshop l'approccio è leggermente diverso, ma la logica alla base del metodo è la stessa.
A questa pagina trovi altri esempi "prima - dopo" presi da stili e generi fotografici diversi.
Approfondirò questo argomento nella prossima edizione del Corso Avanzato sullo Sviluppo dei file RAW.
Se sei interessato iscriviti al volo perché la prossima data è ormai quasi al completo.
Se mi segui sai che i corsi si riempiono in pochi giorni.
La sola cosa che può assicurarti un posto in aula è iscriverti subito.
Vieni ad imparare come usare i colori e a far sbocciare al massimo il potenziale delle tue foto.
La possibilità di trovare un tuo stile personale è a pochi clic da te.
"Tutto quello che ho imparato nella mia vita,
l'ho imparato perché ho deciso di provare
qualcosa di nuovo".
Con Marianna mi sono reso conto di quanto potesse essere semplice, intuitivo e stimolante quello che prima sembrava un labirinto di dubbi e domande.
Fotografo dagli anni 80, e da qualche anno sono passato (con un po' di reticenza) al mondo della fotografia digitale. Dopo diversi workshop, letture di libri specializzati e ricerche in Internet, mi ero trovato ancora molto insicuro su come trattare i miei file digitali, per lo più per la mancanza di un metodo che mi permettesse di affrontare la postproduzione con logica, chiarezza, in maniera non distruttiva e ripetibile nelle varie situazioni. È solo dopo aver frequentato il primo corso con Marianna che mi sono reso conto di quanto potesse essere semplice, intuitivo e stimolante quello che prima sembrava un labirinto di dubbi e domande. Al primo corso su Photoshop è seguito un secondo, e man mano ho trattato con Marianna tutti gli argomenti che oggi mi permettono di affrontare la fotografia, dallo scatto alla stampa finale, con una consapevolezza che prima sembrava impossibile da raggiungere.
Sono molto grato a Marianna per la sua disponibilità, generosità, competenza e per gli stimoli artistici che mi ha dato in questi anni!
Educare in realtà vuol dire "tirar fuori" e Marianna lo fa davvero: "tira fuori" le cose migliori da ciascuno dei suoi allievi.
Uno degli aspetti più importanti di questi corsi penso sia il fatto che dietro all'alto contenuto tecnico ci sia sempre e comunque un'educazione all'immagine e al linguaggio fotografico: sia riguardo allo scatto, sia alla postproduzione sia al suo significato. Ma voglio chiarire meglio il significato della parola "educare" perchè nel senso comune assume spesso sfaccettature distorte: spesso per molti significa un mero acquisire informazione rispetto a qualcuno che te le fornisce, oppure, nei casi peggiori, questa parola diventa perfino sinonimo di "inculcare". Educare in realtà vuol dire "tirar fuori" e Marianna lo fa davvero: non inculca nulla, ma educa "letteralmente", cioè "tira fuori" le cose migliori da ciascuno dei suoi allievi. Ecco, io credo che un approccio così socratico sia davverro raro e per questo particolarmente prezioso.
Io, eterna studentessa,
perché la materia di studio
parrebbe essere infinita.
Vuoi scrivermi o
chiedermi qualcosa?
Commenti
Ciao Marianna, nel caso ci si debba disiscrivere da un corso, per motivi familiari, per sciopero dei treni, per catastrofi naturali (estremizzo...), questa cosa è fattibile oppure ci sono dei vincoli temporali?
Grazie mille delle pillole che ci riservi
Ciao Pietro,
grazie per il tuo messaggio e interesse.
Per quanto riguarda le politiche di cancellazione dei corsi trovi tutto nelle singole pagine dei corsi.
Al momento attuale le politiche di cancellazione le gestiiamo come ti indico di seguito.
Qualora dovessi annullare la tua partecipazione ad un corso entro 10 giorni prima dell’evento, potrai richiedere il rimborso dell'intera quota versata, al netto delle spese bancarie e di eventuali commissioni (PayPal o similari). Questa possibilità è valida per qualsiasi corso con la sola eccezione dei casi in cui siano espressamente indicate condizioni diverse.
Qualora dovessi annullare la tua partecipazione al corso a meno di 10 giorni dall'inizio dell'evento potrai cedere il tuo posto ad un tuo sostituto avvisandoci tempestivamente via e-mail e informandoci del suo nome (la nuova persona dovrà iscriversi al corso compilando il form di iscrizione nel sito ufficiale e non verserà alcuna quota). In alternativa potrai richiedere un VOUCHER del valore del 60% dell’importo versato (tutti i corsi sono a numero chiuso e un'assenza a ridosso dell'evento lascia il posto vuoto).
Solo in caso di annullamento al corso a meno di 10 giorni dall'inizio dell'evento a causa di comprovata positività al Covid potrai richiedere un VOUCHER del valore del 90% dell’importo versato (anziché del consueto 60%). Tratteniamo il 10% per un simbolico e parziale risarcimento delle spese vive sostenute relative alle commissioni PayPal, i pasti e le spese di segreteria.
Se invece avessi acquistato di un corso con opzione NON RIMBORSABILE (fortemente scontata e disponibile solo per alcuni corsi), l’annullamento della tua partecipazione in qualsiasi momento successivo all’acquisto non da diritto a nessun tipo di rimborso per nessuna causa (inclusi positività al Covid-19, altri problemi di salute, calamità o altro). Potrai però usufruire della possibilità di far frequentare il corso ad un tuo sostituto avvisandoci immediatamente via e-mail del suo nome.
Per tua comodità ti metto qui anche il link diretto con tutti i dettagli:
https://mariannasantoni.com/condizioni-generali
Spero di esserti stata utile.
Intanto ti porgo un caro saluto.
M.
Ciao Marianna,
leggendo l'articolo: cosa intendi precisamente quando parli di «collaudo»?
Ti riferisci, per esempio, al verificare la correttezza dei numeri nei canali dei colori neutri o dei colori «noti» (pelle, vegetazione, ecc.)?
Grazie mille per la disponibilità.
Fabio
Ciao Fabio,
grazie per la tua domanda, davvero puntuale!
Quando nell’articolo parlo di “collaudo”, mi riferisco proprio a quella fase cruciale in cui si verifica la tenuta dell’immagine in condizioni reali di utilizzo.
Nel contesto della post-produzione, questo può includere anche il controllo dei numeri nei canali dei colori neutri o dei colori “noti” — come la pelle o la vegetazione — per assicurarsi che siano coerenti con il risultato atteso.
Ma il concetto va un po’ oltre.
Per “collaudo” intendo anche la verifica del comportamento dell’immagine in stampa, su diversi monitor o in ambienti di visualizzazione differenti.
È un po’ come fare un test su strada dopo aver messo a punto un’auto: voglio essere certa che tutto funzioni perfettamente non solo “in laboratorio”, ma anche nel mondo reale.
Ogni fase della lavorazione di una foto dovrebbe prevedere dei collaudi tecnici mirati, per evitare spiacevoli sorprese come:
Spero che queste indicazioni ti aiutino a chiarire meglio il concetto.
Se vuoi approfondire, sai che sono qui!
Un caro saluto,
Marianna
Ciao Marianna.
Mi chiamo Fabio, sono un socio Tau Visual, ieri sera mi sono collegato per seguire l'incontro che Roberto ha organizzato con te.
A proposito della uniformità cromatica e tecnica delle immagini finali, hai consigliato di impostare i parametri correttamente in fase di scatto. Non sono intervenuto per lasciare spazio a chi si era prenotato e per non sforare con i tempi, ma sono rimasto con questa lacuna conoscitiva sul come impostare la macchina.
Mi rendo conto che l'argomento merita un più ampio approfondimento che auspico di affrontare con te non appena possibile; adesso ti chiedo solamente, per quanto possibile, come impostare la macchina nella fase di scatto considerando che uso il RAW (esempio: ISO sempre uguali...).
Ti ringrazio in anticipo per la tua disponibilità, per quello che fai e come lo fai.
A dopo, Fabio.
Ciao Fabio, grazie per avermi seguito all’incontro e grazie per avere lasciato qui il tuo commento.
Il concetto di fondo è questo: la maggioranza dei fotografi tende a impostare la fotocamera in fase di scatto allo scopo di ottenere nel display la migliore foto possibile, già sviluppata... un po' come si fa nel JPEG. Il problema è che avere fretta di “vedere” subito il risultato sullo schermo è la causa di tutti i mali. Il JPEG è un file pensato per essere pronto all'uso (e non essere toccato in post-produzione) mentre il RAW è concepito per essere sviluppato in post-produzione: impostare la fotocamera per il formato RAW come se fosse un JPEG fa perdere al file RAW la maggior parte del reale potenziale che può offrire.
In fase di scatto la fotocamera va impostata non per ottenere la foto dall'aspetto più "finito", ma la foto - senza errori - con più dati possibili... così da poterla sviluppare davvero al meglio in post-produzione. Trovi alcuni esempi concreti a questa pagina.
Capire come impostare la macchina in fase di scatto quando si usa il formato RAW richiede un approfondimento che in classe porta via 7 ore di spiegazione. Non è fattibile riassumere in un commento quel corso, anche considerando che, malgrado la durata, è destinato a fotografi con competenze già avanzate.
Se vorrai regalarti una giornata di corso con me ti garantisco che non te ne pentirai. Tieni d’occhio il calendario corsi, per non perdere il prossimo appuntamento.
Un caro saluto.
M.
Ciao Marianna,
articolo estremamente interessante pure questo!
Mi sorge tuttavia una domanda mentre faccio pratica: sto lavorando delle foto e dopo aver impostato luce diurna con i valori di Temperatura e Tinta forniti durante il corso, nel pannello TSL ho dovuto adattare un po’ il blu (tonalità) per avere un cielo che fosse ok per il collaudo.
Passata alla foto successiva ho dovuto fare la stessa cosa (con valori differenti nel TSL).
Il problema è che sincronizzando poi le foto per quanto riguarda TSL e Color grading, nel TSL mi sincronizza anche i valori tonalità che avevo impostato per il bilanciamento del bianco, dunque non solo la saturazione come desiderato.
Come fare?
Grazie e cari saluti
Nathalie
Ciao Nathalie!
La mia risposta si è fatta tanto attendere a questo giro e ti chiedo scusa. Arrivo da alcuni mesi particolarmente impegnativi.
Per quanto riguarda la tua domanda ti confermo che Camera RAW e Lightroom non permettono di sincronizzare il pannello TSL (anche chiamato Mixer colori, HSL o Colore) specificando i cursori Tonalità, Saturazione e Luminanza.
Se ti capita di usare spesso questo pannello per rettificare il bilanciamento del bianco a questo punto ti consiglierei di ovviare il problema usando una funzione relativamente recente (ma successiva a quando hai fatto il corso tu) che permette di creare una maschera automatica del cielo. La trovi nel Pannello Maschere che già conosci e si attiva facendo clic sul pulsante "Cielo".
Anche le maschere automatiche sono sincronizzabili e potrai usare il pannello TSL solo per gli interventi che sono davvero sincronizzabili tra tutte le foto.
Qualche mese fa ho tenuto un WEBINAR GRATUITO sulle novità più importanti di Lightroom.
Se lo hai perso puoi vederlo a questo link: https://mariannasantoni.com/lightroom
Spero di esserti stata utile.
Un carissimo saluto.
M.
Buongiorno Marianna,
grazie per la generosità dei tuoi articoli nonostante tu venda anche corsi.
Detto questo non mi tornano un paio di cose, per quanto riguarda gli esempi appena sopra, consigli di equilibrare le immagini prima di cominciare a fare qualunque modifica importante, anche partire dal bilanciamento del bianco non è corretto, in base a quello che ho capito dalle prime righe, poi però nella descrizione dei passaggi che hai fatto per sistemarle, vedo menzionato il bilanciamento del bianco (io solitamente parto sempre dal bilanciamento del bianco).
Il bilancimaneto del bianco tra l'altro, se in fase di scatto non si è fatta una foto per un prebilanciamento oppure con i colorimetri prima di iniziare il servizio, poi in post produzione è sicuramente più complesso azzeccare la fedeltà dei colori presenti nella scena.
La difficoltà maggiore è nelle foto al chiuso, con luce fluorescente magari e con un servizio composto da 3 fotocamere di brand differenti, se io imposto e salvo il profilo su Lightroom per una foto, le altre scattate con fotocamere differenti non risultano uguali, come risolvere? Vorrei fare il corso ma i questo momento proprio non riesco.
Altro dubbio, ognuno ha monitor differenti, dunque io sistemo una foto e poi il cliente la vede sul pc non calibrato, non si può sapere a priori come la vedrà, qualcuno suggerisce la verifica del LAB in istogramma, ma anche qui in base alla formula che B dovrebbe essere di valore superiore ad A, in alcune situazioni non mi convince.
In un matrimonio invernale ad esempio, dove hai fuori dominanti blu e dentro giallo verde, è complicato dare coerenza alle immagini.
Sarò felice se vorrai darmi una dritta.
Colgo occasione per chiedere se nel futuro sarà fattibile la lezione on line, chiaramente ognuno avrà un suo monitor differente, non credo sia fattibile ma chiedo comunque.
Buon lavoro.
Ciao Samantha,
ti ringrazio di cuore per l'interesse con il quale segui questo blog.
Hai fatto domande molto interessanti che tra l'altro mi pongono spesso diversi professionisti e fotoamatori evoluti anche in aula.
Devo solo chiederti la pazienza di attendere qualche giorno la mia risposta perchè è un po' lunga e non riesco a scriverla prima della prossima settimana.
Intanto ti mando comunque un carissimo saluto.
A presto.
M.
Ciao Samantha,
eccomi tornata a te. Grazie per le tue domande, sono precise e rivelano una riflessione già matura sul tema.
Provo a risponderti punto per punto.
Sul bilanciamento del bianco e l'ordine dei passaggi. Hai letto bene, e la tua perplessità è legittima. Il bilanciamento del bianco nei file RAW non si imposta in macchina come per il JPEG: è un parametro che si definisce in post-produzione, ed è proprio per questo che rappresenta il primo intervento dell'equalizzazione, non un'eccezione ad essa. Equalizzare le immagini significa anche partire da lì.
Sul problema delle fotocamere diverse. È uno dei nodi più comuni nel lavoro sul campo, soprattutto nei matrimoni. Le fotocamere di brand diversi restituiscono colori diversi, ma sono armonizzabili in post-produzione. Si può fare:
Sul monitor e su come i clienti vedono le tue foto. È un problema reale, e c'è una soluzione concreta. Ho scritto un approfondimento specifico su questo tema: trovi la risposta nell'ultimo paragrafo di questo articolo.
Sulla lettura dei valori cromatici. I valori a e b del Lab sono una colonna imprescindibile, ma la lettura dei colori è più articolata di quanto quella formula suggerisca. Neutralizzare bene le dominanti richiede però competenze più alte. E a volte, anche quando i colori di una foto sono tecnicamente corretti, possono sembrare sbagliati: per un bilanciamento del bianco misto che non si sa riconoscere, oppure perché i colori non sono in armonia tra loro. Ad esempio una pelle corretta può "stonare" con lo sfondo e apparire sbagliata anche se non lo è. In quel caso non basta "correggere": bisogna saper armonizzare, e questo richiede una conoscenza delle armonie cromatiche che va oltre il semplice controllo numerico dei valori della foto.
Sui corsi online. Capisco benissimo la necessità. Ti spiego come lavoro: i corsi del mio percorso ufficiale li tengo solo in aula, perché sono molto pratici, quasi di laboratorio e molto avanzati. Ci si esercita tutto il giorno, e in classe, oltre a me, ci sono tutor che seguono da vicino ogni partecipante. Questa parte non è replicabile a distanza. Per facilitare chi viene da fuori ogni corso in presenza è abbinato ad un webinar online propedeutico prima del corso e uno di follow-up dopo il corso: servono a integrare la didattica, consolidare i contenuti e a dare l'opportunità di chiedere eventuali chiarimenti. La pratica resta però in presenza, e negli ultimi anni ho concentrato i corsi a Milano. Negli anni ho accolto persone da oltre venti Paesi, alcuni arrivati dal Regno Unito, dalla Spagna, dalla Slovenia, da Parigi. So che è uno sforzo in più, ma sono convinta che ne valga la pena.
Se vuoi, possiamo organizzare una breve chiacchierata con uno dei miei tutor: cerca di capire le tue esigenze specifiche, ti indica il corso giusto (se ce n'è uno che fa al caso tuo), ti racconta nel concreto come si svolge una giornata tipo e ti aiuta a capire se fa al caso tuo. Se ti interessa scrivi a [email protected]
Intanto grazie per essere qui e un carissimo saluto.
M.
Scusa Marianna,
quando parli di "collaudo" del WB o di altri step successivi del flusso di lavoro, esattamente cosa intendi?
Grazie
Riccardo Panozzo
Ciao Riccardo,
grazie a te per aver letto questo articolo.
La fase del collaudo nella post-produzione fotografica è fondamentale.
Hai presente quando ti capita di lavorare una foto, esserne soddisfatto e poi magari rivederla dopo qualche giorno (o qualche ora) e renderti conto di aver fatto un pasticcio?
Hai presente quando una foto la vedi bene sul web, ma poi è un disastro se la stampi?
Ecco, il collaudo serve ad evitare tutto questo.
Il collaudo serve a fare in modo che tutto quello che fai sia non solo coerente con la tua visione personale, ma anche corretto da un punto di vista più scientifico così da non avere problemi di nessun tipo (problemi cromatici, rumore, banding, posterizzazioni, aberrazioni di vario tipo... ).
Un metodo di lavoro che implica il collaudo ti fa lavorare le fotografie in modo diverso: non smanetti i cursori a caso fino a raggiungere il risultato sperato, ma li usi sapendo esattamente cosa stai facendo e perchè lo stai facendo.
Imparare a fare un collaudo delle proprie foto è fondamentale per togliersi ogni forma di insicurezza tecnica e anche per accedere a clienti e/o opportunità di fascia più alta.
Per fare il collaudo è necessario capire bene come funzionano i diversi cursori e capire perché alcuni valori (mi riferisco ai valori numerici dei colori) hanno conseguenze disastrose mentre altri ci fanno stare in assoluta sicurezza.
In breve potrei dirti che il collaudo in fase di post-produzione fotografica fa in modo che il risultato che ottieni sia valido non solo agli occhi, ma anche tecnicamente.
In questo blog faccio il possibile per approfondire alcuni argomenti importanti, ma ci sono temi che è difficile sintetizzare. Il collaudo coinvolge una miriade di aspetti tecnici. Per questa ragione riesco a spiegarlo solo nel Corso Avanzato dello Sviluppo del RAW che dura 3 giorni
Spero comunque di esserti stata utile.
Ti mando un carissimo saluto.
M.
Vuoi scrivermi o
chiedermi qualcosa?